INSALATA: LE COSE CHE NON SOPPORTO AL RISTORANTE (IN ITALIA)

piatti serviti in ristorante

piatti serviti in ristorante

 

Sono spesso in viaggio in Italia, per lavoro o per piacere. Inevitabile che mi trovi quasi sempre a mangiare in un ristorante. E, altrettanto inevitabile, è il fatto che quasi sempre mi trovi a ordinare un’insalata. Il più delle volte NON va tutto bene, anzi. Devo affrontare situazioni che proprio  detesto. Ve le elenco in ordine sparso (e mi riprometto di tener aggiornata la lista con nuovi motivi d’odio, per cui, se vi va, ogni tanto tornate a leggere questo post).

  1. La faccia delusa/scocciata del cameriere quando chiedo l’insalata. Un piatto di carne o di pesce, ovviamente, è più interessante al momento della stesura del conto, per cui in quel momento divento una cliente di serie B se non addirittura di serie C.
  2. Il cameriere che  allora, solo perchè non può farne a meno, mi snocciola il solito elenco: le faccio mettere qualche foglia di lattuga, dei pomodori e un po’ di carote grattugiate? Se proprio va di lusso, mi offre anche qualche fetta di finocchio. Lungi  anni luce da lui l’idea che insalata può anche voler dire formaggio, pesce, carne, frutta secca, frutta fresca…
  3. L’insalatiera di vetro ormai opacizzata dal lungo uso. Evidentemente i fornitori di stoviglie  non riescono a piazzare ai ristoratori null’altro. L’insalatiera in oggetto risale all’epoca in cui è stato aperto il ristorante.
  4. I condimenti “fai da te” sul tavolo. Non riesco ancora  a capire perchè paste,  risotti, zuppe, arrosti, stufati e quant’altro arrivino in tavola pronti per esser mangiati, mentre il condimento dell’insalata è sempre lasciato a chi la mangia. Ma non insegnano la preparazione della vinaigrette nelle scuole alberghiere? Casomai chiedimi che tipo di condimento voglio.
  5. Sempre per quanto riguarda il condimento fai da te: perchè , cari ristoratori, pensate che uno che vuole un’insalata debba necessariamente volerne oscurare il sapore con l’aceto balsamico? Perchè non fate lo sforzo di mettergli a dsposizione anche un altro tipo di aceto? Intendo di vino binco, rosso, o aceto di mele…Magari anche una sciccheria aromatizzata alle erbe.
  6. Lo stesso vale per l’olio extravergine d’oliva: proporne due, chessoio, un ligure leggero e un siciliano dalle note di pomodoro è uno sforzo insostenibile?
  7. Non fatemi dir nulla sul sale e sul epe, avete già capito come la penso.
  8. Il cameriere che mi offre un’insalatona. Mi vien voglia di tirargliela in testa, la parola e l’insalatona in oggetto. Chissà perchè allo stesso modo  non offre una pizzona o una zuppona o una pastasciuttona. La bisteccona, addirittura,  suonerebbe come l’arrivo di una fanciulla procace e disponibile servita su un piatto d’argento. Forse potrebbe incassare qualche ammiccamento da parte di certi clienti del ristorante.
  9. Il cameriere che, quando chiedo come è condita un’eventuale insalata di riso (rarità) o di pasta (ancor più rarità, qui siamo da araba fenice) proposta sul menu , non ha la benchè minima idea di cosa stia servendo. In genere non  va oltre l’elencazione dell’olio e del sale.
  10. L’insalata, intendo le foglie da insalata,non asciutte, così il condimento inizia a galleggiare quando entra in contatto con le le goccioline d’acqua . Un orrore, mica  un segno di freschezza.
  11. I pomodori più duri e insapori che esistano.  Ma quelli maturi  che sanno di pomodoro se li mangia tutti lo chef?

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