Monaco: da Käfer le insalate sono “furbe”

Uno scorcio di Monaco di Baviera con i due campanili della Frauenkirche

Immagine 1118Nonostante il cielo un po’ bigio c’era una piacevole temperatura primaverile ieri, quando sono andata a Monaco al consolato  per rinnovare la carta d’identità  (a proposito, all’improbabile sportello,  mi sono trovata in una situazione surreale, per un attimo ho pensato di non aver più alcuna identità!). Dopo un’ora abbondante  di perdite di tempo e  di su e giù dalle scale per passare da un ufficio all’altro  nella sede di quell’istituzione che dovrebbe tutelare gli interessi degli italiani in terra bavarese, con mio marito  che mi ha accompagnato siamo andati per un boccone veloce al bistro di Käfer, uno dei templi della gastronomia in città. Per intenderci, una situazione  a quello che Peck è a Milano, ma molto più articolata. Non avevamo prenotato, per cui ci è toccato un tavolo minuscolo vicino alla finestra (ma c’è da ringraziare di averlo trovato!) sopra un calorifero bollente per cui: puff puff, che caldo! A parte questi dettagli, però, il pranzo è stato molto  piacevole. Il menu, molto stringato,   presentava una bella scelta di insalate. Insalate furbe, per giunta. Infatti  quando  sono arrivate le nostre ordinazioni, un’insalata con  bocconcini di manzo per mio marito (eh, sì,  è diventato un insalatofilo anche lui) e un’insalata con avocado marinato per me, mi son resa conto del trucco furbo del locale: la parte centrale del piatto è sempre la stessa, una buona combinazione di foglie verdi  (sì, di tanti tipi, anche la scenografica indivia riccia che fa sempre la sua bella figura) e attorno gli altri ingredienti che “personalizzano” il piatto. Quindi, nel caso di mio marito i bocconcini di manzo spadellati con una riduzione di vino, nel mio l’avocado marinato (ma c’era anche la possibilità di dei gamberoni  saltati in padella, di  striscioline di faraona, di salmone affumicato e di dei funghi rosolati).

 

Nella foto si vede un piatto di insalata preparato da Käfer a Monaco

La parte di foglie è arrivata perfettamente condita con una vinaigrette leggera con aceto di aceto balsamico. Nulla da aggiungere, un’emulsione perfettamente calibrata. Sul tavolo, comunque, c’era dell’ottimo olio lucchese (l’ho provato con una fetta di pane) e dell’aceto balsamico.

Nella foto si vede una bottiglietta di olio extravergine lucchese su un tavolo del ristorante Käfer a Monaco

Finito il pasto, via verso il centro città a caccia di saldi e per un po’ di shopping  alla boutique Nespresso, così i miei caffè mattutini delle prossime settimane sono organizzati.

A questo punto, visto che si è parlato di avocado marinato, vi lascio la ricetta di come lo preparo io, nel caso vi venisse voglia  di aggiungerlo a una delle vostre insalate.

AVOCADO MARINATO

 Per due persone

2 piccoli avocado

Il succo di ½ limone (o di 1/2 lime o dell’aceto di vino bianco)

1 cucchiaio  abbondante di olio extravergine d’oliva

1 pizzico di paprica

1 cucchiaio  abbondante di prezzemolo fresco tritato

Sale grosso macinato al momentoSbucciate gli avocado, divideteli in due, eliminate i noccioli e tagliate la polpa a dadini che verserete in una terrina. Irrorate  con  l’olio, aggiungete il succo di limone,  la paprica e il prezzemolo e lasciate riposare per 10-15 minuti, mescolando di tanto in tanto.

Nella foto si vedono dei pezzetti di avocado marinato

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