L’insalata è libertà

 La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone…
Giorgio Gaber 
Giornata pigra, malgrado i 50 minuti sul tapis roulant in palestra. Tempo per riflettere, quindi. I pensieri di oggi sono stati altamente filosofici. No, non preoccupatevi, non sto andando fuori di zucca, e neppure l’autostima è andata oltre i livelli da cui si è lanciato Baumgartner. Ma nel caldo di questa giornata ancora assolutamente estiva (che bello, speriamo duri a lungo) ho riflettuto sul mio modo di fare insalata e sul modo di fare insalata in genere. Su tante riviste, website e post feisbucchiani mi passano davanti insalate che sono opere d’arte grafica. Una foglia qui. Due lamelle di pera là. Uno scampo di traverso. Punto. Immagini meravigliose da contemplare, ma che mi fanno venire poco l’acquolina in bocca. Le mie insalate sono tutt’altra cosa: caotiche, disordinate, sempre allegre però. Raramente costruite per l’occhio, sempre per il palato. Da qui le mie riflessioni sulla filosofia dell’insalata: è proprio vero, questo è il piatto per cui vige la più assoluta libertà.  Di ingredienti, di dosaggi, di combinazioni. Provate a invertire il rapporto tra pasta e guanciale in un’amatriciana. Sarebbe immangiabile. Idem per dei gnocchi al pomodoro. Ve li immaginate 4 gnocchi che galleggiano inquieti in un lago di salsa rossa? O, in una torta, aumentare a dismisura le uova rispetto alla farina può essere devastante.  Per l’insalata non è così. Cambi le proporzioni degli ingredienti principali e cambia solo il tipo di insalata (certo, se sommergete di bacon arrostito tre povere foglie di indivia sarebbe cosa ben triste, ma qui si rientra nella categoria buon senso, che è un’altra cosa). Quando si parla di insalata si può andare facilmente a braccio, senza irrigidirsi sulle quantità e la varietà  degli ingredienti. Si fa come piace, come si ha voglia in quel preciso momento. Basta poco per aggiustare eventuali errori. Ti piacciono i pomodori? Ne metti tanti. Non ti piacciono molto? Ne metti pochi o nulla (ma non cercate di fare una caprese senza pomodori, sareste da portare alla neurodeliri, come avrebbe detto mia madre). Ovviamente il discorso della libertà assoluta  non vale integralmente per i dosaggi dei  condimenti , per i quali vige (quasi) sempre la regola del 2 o 3 cucchiai di olio/grasso  per 1 cucchiaio di acidità. Ma anche per questo ci sono deroghe. Così come ci sono sulla varietà degli ingredienti per i condimenti, se non vi piace l’aceto balsamico, nessuno vi obbliga a usarlo, ci sono tantissimi altri aceti che possono sostituirlo. Idem vale per gli oli: le insalate di patate hanno matrimoni felici con oli robusti ma anche con oli delicati.  Insomma: assoluta libertà.
 Detto tutto questo, concludo il filosofeggiare e  vi regalo la ricetta dell’insalata che ho portato in tavola oggi, partendo da qualche manciata di fagiolini.  Gli ingredienti sono stati  misurati solo a occhio ( anche voi potrete dosarli  a seconda dei vostri gusti e dell’umore). 
Insalata di fagiolini e patate 
con pesto di erbe
  Ingredienti da dosare a vostro piacere
 
fagiolini lessati (anche surgelati, io ho usato quelli della Bofrost, imbattibili a mio parere)
patate lesse
1 uovo sodo
una manciata di foglie di erba cipollina,prezzemolo e basilico
olive nere denocciolate  (intere o a rondelle)
aglio
capperini sott’aceto
senape delicata
olio extravergine d’oliva 
aceto di vino bianco
sale e pepe
Versate in un’insalatiera i fagiolini e le patate pelate e tagliate a cubetti (ma potreste farle anche a fettine). Sgusciate l’uovo e tagliatelo a spicchi (o a rondelle o, se mettete più di un uovo, potreste tagliarli solo a metà), poi aggiungetelo all’insalata insieme alle olive.  Mettete nel bicchiere del frullatore le erbe pulite, l’olio, l’aceto, la senape (io ne ho messo un cucchiaino da tè), i capperi sciacquati e strizzati, l’aglio scamiciato, sale e pepe. Frullate fino ad  ottenere una salsina omogenea che verserete sull’insalata. Mescolate con cura e servite subito. (ma potete anche tenere in frigo per qualche ora).
Per rimanere in clima di libertà,a questa insalata  a vostro  piacimento potreste aggiungere della rucola e/o dei filetti di alici. Le alici potreste frullarle con il condimente. Potreste eliminare le olive. E così via.

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