CON I CAPPERI: UNA PANZANELLA TOSCANA POCO ORTODOSSA

panzanella toscana in tegame di coccio


Metti una mattina d’estate in Versilia, ti svegli, apri le imposte e ti trovi davanti un panorama come questo.
  Non ci sono storie: l’ispirazione arriva immediatamente. L’ispirazione a preparare per il pranzo un piatto tipico di questa terra, intendo. Mettersi al lavoro  in cucina mentre ancora non fa caldo è fondamentale in questi giorni, altrimenti c’è da schiattare.   Prima scelta: una panzanella, anche perché c’è da godere mezza forma di pane brutto di Viareggio, ormai raffermo. In casa , però , non ci sono cetrioli. Quelli sulla pianta nell’orto sono ancora troppo indietro (sì, quest’anno ce n’è solo una pianta , l’esperienza dell’anno scorso, quando  raccoglievo 12 cetrioli al giorno, non ho voluto ripeterla, ero arrivata ad odiarli), sicché  devo optare per una variante “non ortodossa”  della tipica insalata estiva toscana.In compenso ci sono dei mega pomodori bistecca, come li chiamano qui.
Un pomodoro da 651 grammi!
 Mi  torna in mente un suggerimento dell’Artura, la vicina che cucina come il migliore degli chef in una sagra locale. Niente cetrioli, ma aggiunta di capperi e di tonno. Data la mia scelta vegetariana decido di eliminare il tonno (tra l’altro, stranamente, in casa non ne ho neppure una scatoletta per il resto della famiglia “onnivoro”) e di aumentare un po’ la dose di pomodori. La preparazione mi dà  l’opportunità di provare l’extravergine A zzàchia   della Valle del Belice che mi ha regalato Gavino Lo Giudice  (be’, lo ammetto, mi stanno viziando questi olivicoltori…) . In pratica uno strappo alla regola dell’olio rigorosamente toscano per le ricette toscane.  Risultato: ci sta, ci sta che è un piacere. E ci stanno tutti gli  stravolgimenti alla ricetta tradizionale, la mia cena di stasera  è un’idea fresca  da portare in tavola  come antipasto o, meglio, come piatto unico,  nei giorni del solleone.  Tenetelo presente se avete del pane raffermo da godere, anche se non è necessariamente pane toscano.

Panzanella toscana  dell’Artura

Ingredienti…a occhio!

 

pomodori ben maturi

basilico

pane comune raffermo (ci vuole quello toscano “sciapo”, senza sale e senza grassi)

aceto di vino bianco

cipolla rossa (o di Tropea)

capperini sott’aceto

olio extravergine di oliva toscano

sale e pepe macinato al momento

 

Ammollate il pane  in acqua e aceto fino a che è morbido e strizzabile.  Tagliate i pomodori, lavati e asciugati,a pezzi, tritate finemente la cipolla e spezzettate grossolanamente le foglie di basilico che avrete pulito con un panno umido. Strizzate bene il pane, mettetelo in una terrina e aggiungete i pomodori, i capperi e il basilico. Condite con l’extravergine , aceto, sale e pepe secondo il vostro gusto.

 Deliberatamente  non ho indicato le dosi degli ingredienti perché la panzanella toscana nasce sempre così: a occhio, pressappoco. Si mettono più o meno pomodori e più o meno altri ingredienti sempre a occhio.  Solo la quantità di  pane utilizzata  è piuttosto precisa: deve essere circa il 50% dell’intera preparazione.
Per la ricetta della panzanella toscana più tradizionale, cliccate qui.

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