A che insalata eravamo rimasti?

Chiedo venia per il lungo silenzio, ma a Buenos Aires proprio non ho avuto modo di mettermi al computer a scrivere. E come ha potuto constatare Claudio, la mia preziosa guida durante il viaggio, con l’Ipad sono a livello principianti.Anzi, un livello sotto.  Credo che la definizione “tecnosaura”
faccia al caso mio.
Comunque, il viaggio è stato intenso e interessante e ho lasciato un pezzetto del cuore a Buenos Aires (chi non lo farebbe, d’altronde?).

Dal punto di vista dell’insalatologa, però,  era partito malissimo, con la mostruosa insalata servitami sul volo KLM tra Amsterdam e la capitale argentina. Non c’è bisogno che ve la descriva, basta guardare questa foto per dovermi mostrare assoluta solidarietà.

Orrore  sul volo Amsterdam -Buenos Aires

 Il giorno successivo mi sono subito rifatta, con questa bella insalata di carote, pomodori, olive verdi e pollo arrosto, nel semplicissimo ristorante “Tio Pepe” a due passi dalla cappella missionaria di padre Gustavo. Me la sono condita io con extravergine (ehm ehm…un po’ carente , succo di limone, sale e pepe. Dimenticavo: me ne hanno portata una quantità tale che avremmo potuto mangiare in quattro.

Insalata con pollo arrosto al ristorante Tio Pepe

 Al mercato coperto di San Telmo mi sono rifatta gli occhi tra verdure e frutti mai visti prima. Dalle patate secche alle melanzane in formato mignon. Avessi potuto,me ne sarei portata via un camion, ma  già senza fare acquisti particolari per chiudere la valigia al momento di lasciare l’albergo  ho dovuto saltarci  sopra. Guardate qua che meraviglie…

Al mercato di San Telmo

Mai viste prima queste melanzane!

L’offerta di insalate composte è un must in tutti iristoranti e i caffè della capitale. Probabilmente per la vicinanza con gli Stati Uniti è  la Caesar salad  a farla da padrone. La si trova in tutti, ma proprio tutti i menu. Qui nella foto quella mangiata in uno dei  ristoranti nella food hall delle Galerias Pacifico, la shopping mall mel centro città (e a due passi dal mio albergo).  Sempre bella l’idea di servirla in un cestino di pane

Caesar salad nel cestino di pane
 

 L’insalata più originale, però, l’ho mangiata a casa dei cugini di Claudio il 1° maggio, durante il pranzo con megaparrilla preparata da Sergio con estrema maestria. Per me (e un altro simpatico Claudio vegetariano), un meraviglioso buffet di insalate. Tra cui, appunto, l’originalissima insalata di foglie di basilico, pomodoro e Reggianito (una sorta di parmigiano, un po’ più salato) grattugiato.Io l’ho condita con extravergine, succo di limone,un cucchiaino di maionese,  sale e pepe.  Non mi era mai capitato di mangiare un’insalata di sole foglie di  basilico, ma devo ammettere che è molto, molto  gradevole, soprattutto per l’accostamento di sapore con il dolce del pomodoro. L’importante è utilizzare un basilico non troppo aromatico, decisamente da evitare il genovese. A Marcela, l’autrice del piatto va il massimo dei voti (con lode!).

Solo foglie di basilico, con pomodori e Reggianito

 A soggiorno argentino terminato, tornata a casa, ho subito voluto sperimentare un qualcosa visto la “alla fine del mondo”. Con qualche modifica, però. Quindi, partendo dall’idea della “insalata tropicale” ordinata da padre Gustavo durante la bella cena con Claudio e Marina, ho preparato questa insalata con cicoria belga, palmito, mais e pomodori. Per il condimento: un extravergine di gran qualità, aceto di vino bianco, prezzemolo tritato, un cucchiaino di maionese, sale e pepe nero macinato al momento. Non ci starebbe male un mezzo spicchio d’aglio tritato. 

La prima insalata al rientro: cicoria belga, mais, palmito e pomodori

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*