Verde speranza

Ora che Le ho detto questo, possiamo tornare all’insalata verde.
Insalatina è vezzeggiativo d’insalata, che si chiama così perché, per sua natura, non può essere mangiata senza il sale; verde poi si dice perché è simbolo di speranza. Lei credeva che fosse per il colore, non è vero? Ma no! Ha mai visto Lei, ci pensi bene, dell’insalata  di color verde? Neppure per sogno! Pensi all’insalata cappuccina, alla lattuga, alla ricciolina, alla contadina, alla composta, alla trevisana, alla campagnola, ecc.:nessuna è veramente verde di colore, anzi , giù verso il  gambo, essa è sempre bianca: solo nella fogliaè qualche volta verde, ma può essere rossa (come la trevisana), o paonazza, o viola, o azzurrognola, o sbiadita, o cinerea, od olivastra.
L’uomo la chiama dunque verde perché spera.
Spera che cosa?
Ecco: spera di poterla condire con un poco d’olio, e spera di non mangiarla da sola. Perché il compito dell’insalata è proprio quello: tener alta la bandiera della speranza: anche per questo se ne fa così largo uso nei tempi di carestia.
Ezio Franceschini, Parole come sabbia, Vita e Pensiero, Milano 2006

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