Quell’insalata di arance di Elio Vittorini

…tirò fuori un’arancia, e disperatamente l’offrì, ancora chino sulle gambe piegate, alla moglie e, dopo il rifiuto senza parole di lei, disperatamente fu avvilito con l’arancia in mano, e cominciò a pelarla per sé, a mangiarla lui, ingoiando come se ingoiasse maledizioni.
-Si mangiano a insalata, -io dissi, -qui da noi.
-In America?-chiese il siciliano.
-No, -io dissi,-qui da noi.
-Qui da noi?-il siciliano chiese.-A insalata con l’olio?
-Sì, con l’olio, -dissi io.  E uno spicchio d’aglio, e il sale…
-E col pane?-disse il siciliano.
-sicuro, -io risposi. –Col pane. Ne mangiavo sempre quindici anni fa, ragazzo…
– Ah, ne mangiavate? –disse il siciliano.- Stavate bene anche allora, voi?
-Così, così, – io risposi.
E soggiunsi: -mai mangiato arance a insalata, voi?
-Sì, qualche volta, disse il siciliano. – Ma non sempre c’è l’olio.
-Già, -io dissi. –non sempre è buona annata…L’olio può costar caro.
– E non sempre c’è il pane, -disse il siciliano. –Se uno non vende le arance non c’è il pane. E bisogna mangiare le arance…
Elio Vittorini, Conversazione in Sicilia, Einaudi, Torino 1966

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