La parola del giorno: Eat&Style

 

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Eat & Style. Ve l’avevo anticipato: oggi il racconto della mia visita a Eat & Style, la manifestazione  enogastronomica itinerante in Germania organizzata dal colosso tedesco dell’editoria Gruner + Jahr, rivolta ai gourmet non professionisti e, in genere, a tutti coloro amano darsi da fare in cucina con materie prime di pregio.

 

La tappa di Monaco è andata in scena alla  Zenithalle,  interessante ex fabbrica metalmeccanica ora adibita  a sede di concerti ed eventi di vario genere. Indicazioni per arrivarci pessime, ma tant’è, ce l’ho fatta lo stesso, nonostante la nebbiolina autunnale che avvolgeva la zona. Ingresso modesto con poca o nulla  caratterizzazione. Qualche  euro speso in più nell’allestimento non avrebbe guastato. All’interno del capannone 4 corsie con stand di varia dimensione  – il simpatico addetto all’ufficio stampa  ne ha stimati circa 160 – ma erano  molti meno, a mio parere.  Si va dal mega stand della Philips (uno degli sponsor dell’iniziativa)  a quello mini dell’interessante piccolo produttore di senapi di Monschau  che sul banco ne offriva all’assaggio ben 19 tipi diversi, inclusa quella aromatizzata all’ananas e banana (per non parlar delle praline ).Neppure uno stand  seriamente dedicato all’olio extravergine d’oliva – e sì che  dovrebbe essere una fiera per gourmet – in compenso  una discreta presenza  di vini e superalcolici. Tanti venditori locali  da mercato di piazza (anche qualche italiano) accanto a colossi come, appunto, la Philips la Zwiesel (cristalli), la Silit (pentolame), l’Ente svizzero per la promozione del formaggio   e la Samsung. Insomma, un insieme decisamente distonico. Ma non sono rimasta insoddisfatta, anzi. Alcune situazioni mi sono piaciute molto. Innanzi tutto il grande show  degli chef più o meno stellati (quello che vi ho raccontato venerdì), che entusiasma al delirio 500 persone a incontro (a Colonia, a quanto pare, in sala ci sono 1000 persone per volta), poi la scuola di cucina “italiana” (vabbé, diciamo la verità, italiofila) Il buongustaio che a fronte di 20 euro ad allievo  insegnava in 1 ½ ora  preparare un risotto con ricotta di bufala, un  sauté con gamberi e tartufi e un tortino al cioccolato. Il meglio, però, l’ho trovato nell’angolo (proprio un angolo perché in tale situazione è stato infilato)  della cucina per famiglie. Un’idea geniale magistralmente gestita da Volker Mehl, chef , ma non solo, che si ispira ai principi dell’Ayurveda . Per  lui, bravissimo (e anche bellissimo), il post di domani.

 

 

 

 

 

L’insalata di oggi  in qualche modo deriva dalla mia visita alla manifestazione che vi ho appena raccontato. In uno stand situato su quello che normalmente fa da palco per concerti, ho, infatti,  trovato i semi di cumino nero che cercavo da tempo. Li ho utilizzati per una ricettadi ispirazione mediorientale.

Insalata di finocchio

con cumino nero

Per due persone

1 grosso finocchio

1 cucchiaio di cumino nero 

olio extravergine di oliva

aceto balsamico

1/2 limone

sale e pepe

 

Mondate il finocchio eliminando le foglie più esterne , in genere dure e rovinate, e il torsolo centrale.  Lavatelo, asciugatelo e affetattelo finemente utilizzando la mandolina. e mettetelo in una piccola insalatiera. Cospargete i semi di cumino sulle fette di finocchio e condite con l’emulsione preparata con 2 cucchiai di olio, 1 di aceto, 1 di succo di limone, una presa di sale e pepe macinato al momento. Mescolate bene e mettete in frigorifero per 90 minuti prima di servire.

 

Insalata di finocchio con cumino nero

 

 

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