La parola del giorno: capperi

Due delle tre piante di cappero che ho visto a Gombitelli

-144

Capperi (s.m.). Mattina, il caldo non morde ancora. La notte si è consumata tra mille pensieri, bei ricordi, rimorsi, analisi . Dopo un giro sulla Freddana a caccia di un bar per fare colazione, con la mitica 600 mi sono avventurata sulla strada che porta a Gombitelli, un tornante dopo l’altro. Per fortuna non passano in molti su questa strada  stretta e tortuosa. Verde e bosco senza soluzione di continuità. Dolce metà al lato  un po’ perplessa, addirittura preoccupata  (in Germania strade così non ne esistono più). Queste mie piccole fughe non lo hanno mai convinto. Ma tengo duro e arrivo fino al paesino dei norcinai. Affascinante, un posto fuori dal tempo. Uno di quelli in cui ogni tanto mi piacerebbe andare a vivere.

Dopo aver fatto quattro chiacchiere con la parte femminile del clan Triglia (ed aver comprato un po’ di lonza bresaolata e un salame ai pistacchi), breve passeggiata nelle stradine del borgo, inaccessibili alle auto. Ad un tratto le ho viste. Su un muro, ovviamente. Tre grosse piante di capperi, cariche di frutti. Frutti così grandi – alcuni  addirittura quasi come  prugne, -da avermi fatto dubitare che fossero proprio capperi. Tornata a casa ho scritto all’amico Tiziano che  di piante se ne intende. E il verdetto mi ha  rincuorato. Erano proprio capperi. Non ne avevo mai visto piante di tali dimensioni, e, come sempre accade quando scopro una meraviglia della natura, mi sono sentita improvvisamente ricca e felice. Che volete farci,  sono fatta così.  Vado in brodo di giuggiole  anche per una pianta di capperi.

La via delle piante di cappero

 

Parliamo di cose serie? Mica tanto, perché l’insalata di oggi è  in realtà un gioco nato nell’orto. Raccogliendo,infatti,  i tanti pomodorini offerti generosamente dalle piante che ho cresciuto,ho pensato di rivisitare la tradizionale caprese utilizzando, invece dei tradizionali grossi frutti cuore di bue o canestrini, tanti pomodorini di varietà diverse: ciliegini,pizzutelli, invernali gialli, datterini…Il risultato è otticamente molto piacevole  e in questo modo si possono cogliere le note che differenziano una varietà dall’altra.Ho perfino ribattezzato la classicissima insalata, non me ne vogliano i talebani della caprese.

 

Giocaprese (giocando con la caprese)

Per due persone

pomodorini di vario tipo 300 g

una piccola mozzarella di bufala

qualche ramo di basilico
olio extravergine di oliva
sale e pepe

Lavate i pomodorini, asciugateli e divideteli in due o quattro parti (a seconda della dimensione). Metteteli in una terrina e aggiungete la mozzarella tagliata a dadini. Spezzettate grossolanamente sull’insalata  le foglie di basilico pulite . Condite con un’emulsione prepatata con 3 cucchiai di olio, sale e pepe nero macinato al momento. Mescolate bene e servite.

Nota: questa coloratissima insalata si presta bene ad essere servita anche in grossi  bicchieri panciuti.

Giocaprese (giocando con la caprese)

 

 

1 Commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*