La parola del giorno: sedime.

 

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Sedime. Non sapete cosa vuol dire? Neppure io. E a quanto pare  non  lo sa  neppure chi ha compilato il Dizionario Garzanti che ho con me,  e i colti  Francesco Sabatini e Vittorio Coletti,  autori del dizionario italiano messo online dal Corriere della Sera. Ma all’Aeroporto Vespucci  di Firenze ci deve essere un fine linguista che conosce il significato di questo lemma. Il sito internet dell’aeroporto, infatti, nella  pagina  “Da e per l’aeroporto/bus” informa i signori passeggeri che i collegamenti extraurbani in corriera per Prato, Pistoia, Lucca e Viareggio partono dalle ” Fermate adiacenti al sedime aeroportuale“. Ora, se una deve spiegare in inglese a un marito tedesco, che non ha potuto sciacquare i panni in Arno insieme al fine linguista autore di questa utile pagina , dove cercare un mezzo pubblico per Lucca o Viareggio una volta sceso dall’aereo a Firenze, non ci sono versi di farlo. Certo, la spiegazione potrebbe arrivare con l’aiuto dell’ufficio informazioni della Lazzi, la compagnia di autolinee che serve la tratta, il cui numero di telefono  è gentilmente  fornito dalla pagina: 055 351061. Peccato che a tale numero non risponda nessuno, così come suona a vuoto il  numero del centralino indicato a piè di pagina sul website dell’azienda. C’è da domandarsi perchè mai paghino un canone alla Telecom quando il telefono lo tengono come soprammobile.

Ostinata, googlando la parola sedime  sul Wikidizionario scopro che  significherebbe sedimento (cosa che non ha senso in questo caso) o” area occupata da un edificio o struttura e così definita a seguito della demolizione o abbandono dello stesso“. Non volendo proporre  al marito appena atterrato  un’avventura tra le macerie (non è il tipo d’uomo che ama questo genere di cose), ho rinunciato all’idea di fargli utilizzare un autobus per lasciare il Vespucci alla volta di Lucca e sono andata  a recuperarlo in auto.

 

Passiamo a cose più gestibili. Anche oggi insalata di pasta (in questo periodo mi piacciono tantissimo, le preparo al mattino e alla sera , dopo il lavoro, mi trovo la cena pronta…).

 

Insalata  di pasta Tantigusti

 

Per due persone

 

pasta formato farfalle 180 g

fagiolini fini 100 g

tomino  alla rucola 80 g

una scatoletta di tonno sott’olio

8 pomodorini ciliegia (o datterini)

una costa di sedano

olive toscane denocciolate

un mazzetto di erbe (erba cipollina, basilico, prezzemolo e menta)

olio extravergine di oliva

sale e pepe

 

 

Spuntate i fagiolini, lavateli e cuoceteli al vapore fino a che sono teneri, ma ancora al dente. Metteteli a raffreddare. Lessate la pasta in abbondante acqua bollente salata tenendo anch’essa al dente. Quando è cotta scolatela e passatela sotto il getto d’acqua corrente fredda, poi mettetela su un canovaccio pulito  ad asciugare. Versatela poi in un’insalatiera e conditela con un cucchiaio di olio, mescolando con cura. Aggiungete poi il tonno scolato dall’olio di conservazione e spezzettato con una forchetta,i pomodorini tagliati a spicchi (o a metà, come preferite),  il formaggio tagliato a dadini,il sedano lavato e tagliato a rondelline,  le olive, le erbe lavate, asciugate e tritate finemente. Unite anche i fagiolini e  condite con olio, sale e pepe a piacere. Mettete in frigorifero per mezz’ora prima di servire.

Insalata di pasta Tantigusti

 

 

 

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