La parola del giorno: jazz

Riccardo Arrighini e il suo gruppo raccolgono gli applausi del pubblico

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Da  tempo per me ” musica” significa  jazz. Lavoro in compagnia di grandi classici,  ma anche di  proposte più recenti, spesso   scovate su Youtube (come questo Tribute to Miles da Umbria Jazz) . Potete, quindi, immaginare la mia gioia quando ho scoperto  che a Massarosa c’è un piccolo festival jazz con artisti di caratura internazionale. Purtroppo ho potuto godermi solo  uno spettacolo, l’ultimo del cartellone. Una splendida serata. Per cornice  la   Fattoria di Camporomano (un complesso di  edifici rurali ben  ristrutturati, adibiti ad agriturismo,  circondati da 70 ettari di uliveti e campi coltivati ), sotto una stellata  che induceva  a riflessioni cosmiche ed assolute ,  piacevolissima  esibizione del gruppo di Riccardo Arrighini, un istrionico pianista viareggino che si è esibito anche al  festival umbro. Programma: un omaggio a Ennio Morricone . Abbiamo ascoltato i  temi delle grandi colonne sonore di film come “C’era una volta il west”, “Per un pugno di dollari”, “Giù la testa”, “C’era una volta in America”, “La leggenda del pianista sull’oceano”, “Mission”e “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, rivisitati  in chiave jazz. Eccellente tutto il gruppo, grande,  perchè quasi provocatoria,  la chitarra elettrica di Emmanuele Modestino.

Serata di delizia per l’udito ma anche per il gusto: la caratteristica di questo festival   dell’entroterra versiliese è  il riuscito mix di musica con degustazioni. In una situazione un po’ caotica – dovuta all’arrivo di molte più persone di quelle che avevano prenotato – ho gustato  anche un piattino con pomodorini all’olio,  prosciutto e salame toscano, una polpettina alla maggiorana, pecorino semidolce, un pezzettino di torta salata di zucchine e delle olive della fattoria che ci ospitava, serviti con garbo dalla progenie dei proprietari della tenuta. Con garbo ma con scorcerto, perchè  la folla che premeva al tavolo di servizio non era composta da campioni di cortesia e simpatia. Ma le note di Arrighini e il suo gruppo hanno spazzato via ogni malumore:
Hot can be cool, and cool can be hot, and each can be both. But hot or cool, man, jazz is jazz”.
(Louis Armstrong)

L’insalata di oggi è dedicata alla località in cui mi trovo.
Tutti gli ingredienti sono a km 0!

Insalata  Luciano

Per due persone

lattuga 150 g
2 costole di sedano
2 cetrioli
un pugno di rucola
panna acida  100 g
2 uova sode
2 fette di pane casareccio
un cucchaino di miele
uno spicchio d’aglio
1/2 arancia
qualche stelo di erba cipollina
sale e pepe

Lavate i cetrioli, spuntateli, succiateli e affettateli finemente con la mandolina, poi metteteli in un colapasta per eliminare l’acqua di vegetazione e addolcirli. Nel frattempo mondate e lavate leinsalate, asciugatele e spezzettatele con le mani  in un’insalatiera. Pulite il sedano e tagliatelo a rondelle piuttosto sottili, poi aggiungetelo alle insalate insieme ai cetrioli ben sgocciolati. Tagliate a dadini  il pane e passatelo  in una padella con un po’ di olio e lo spicchio d’aglio pulito e schiacciato (che poi eliminerete). Preparate il condimento mescolando la panna acida con il succo dell’arancia, sale, pepe e il miele stemperato in un cucchiaio di acqua. Versate la salsina ottenuta sull’insalata e mescolate bene. Prima di servire unite le uova affettate e tagliate a spicchi, i dadini di pane  e cospargete con l’erba cipollina sminuzzata.

Insalata Luciano

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