la parola del giorno: illustrazioni

-221

Illustrazioni (s.f.). 

Per il blog avevo bisogno di un cetriolo. Ma non di un cetriolo vero in buccia e semi per un’insalata, avevo bisogno di un cetriolo illustrato. Così ho scoperto che non è facile trovarne. Anzi, direi che è  è difficile quanto reperirne uno,  vero , spagnolo portatore del batterio killer… Per mia fortuna  ho scovato  i cetrioli di Monica Menozzi , che mi sono  piaciuti, e tanto. Allora ho pensato”perché non intervistarla e farle raccontare come nascono i ritratti di tanti bei cetrioli, ravanelli, lattughe e pomodori ?”. Detto fatto, ecco qui la mia chiacchierata con lei:

Monica Menozzi, illustratrice, mamma e cantante di una band

 

Raccontami la donna Monica Menozzi in una parola  

Ostinata

 

Ora l’illustratrice Monica Menozzi in una parola

Versatile

 

Come definiresti il tuo genere di illustrazioni in una parola ?

Emozionale.

 

Quando hai cominciato a occuparti di illustrazioni di food?

Subito dopo il diploma, avevo 18 anni. In quegli anni andava di moda l’iperrealismo nell’illustrazione. lavoravo una settimana su un soggetto e poi rimanevo assolutamente delusa dall’inevitabile appiattimento in fase di stampa.. i colori si sporcavano, si spegnevano, i dettagli si impastavano e insomma il mio food mi sembrava perdere tutta la freschezza e l’appetibilità che avevo così faticosamente ricercato. Ora con il digitale questo non succede più, almeno non sul mio monitor! e comunque anche la stampa è molto migliorata.

 

Negli anni  è cambiato il tuo modo di illustrare il food?

Si devo dire di sì,  è diventato più attento ai volumi e alla luce, meno fossilizzato su particolari. Sono più veloce e, ovviamente, il digitale ha portato molti miglioramenti alla tecnica, per ovvie questioni di aggiramento dei limiti: gli ingrandimenti permettono di lavorare benissimo e senza fatica, si evita il panico da “o la va o la spacca” sempre pressante quando si usano gli acquerelli, c’è sempre la possibilità di tornare indietro.

Inoltre ora mi diverto ad usare uno stile molto pittorico ad acrilico, particolarmente forte nei cromatismi: mi piace, mi fa sentire quasi “pittrice”.

 

Come sono state utilizzate  di tue illustrazioni di food?

Le ricette di Pellegrino Artusi interpretate da Monica Menozzi

Packaging di prodotti come yogurt e piselli, molta editoria per quanto riguarda illustrazioni di ricette, particolarmente soddisfacenti quelle realizzate per la testata A (Anna) all’interno di un servizio dedicato all’Artusi. E poi le immancabili rubriche dedicate agli alimenti negli ambiti dieta e dimagrimento.

 

Che tecnica usi per questo tipo di illustrare piselli, broccoli, formaggi, bicchieri di vino e tutto il ben di Dio mangereccio che esce dal tuo studio?

Le tecniche sono molto diverse tra loro e variano in base al soggetto o ai desideri dell’art director. In genere si sceglie insieme  qualche tecnica già presente nel book ma a volte si sperimenta qualcosa di nuovo.

 

E’ difficile ritrarre dei piselli o dei fagiolini? Voglio dire: quali difficoltà incontri nel realizzare illustrazioni di food?

La reperibilità del soggetto perfetto che mi ispiri e mi faccia da modello.

Vero che ora, con la gran quantità di ottime immagini alle quali far riferimento  è una problematica che si è via via quasi risolta, ma a me piace ancora andarmi a comprare la verdura e la frutta che devo ritrarre e copiarla dal vero proprio come se stessi facendo un ritratto. Trovo ispirante l’odore o il profumo, il colore reale e la consistenza, mi piace poter disegnare immersa in tutto ciò. Favorisce lo stato di trance creativa, diciamo così.

 

Gli alimenti che preferisci “ritrarre”?

La frutta, un soggetto molto femminile.

 

(Wow! Non ci avevo mai pensato: vuoi dire che le donne solo mele, pere, susine e ananas, mentre gli uomini sono piselli,  broccoli, spinaci, peperoni, asparagi…?)

 

E quelli che detesti?

Quelli con troppo fogliame sottile e complicato, magari caotico.

 

 

Hai mai illustrato delle insalate?

Ho ritratto delle insalate come soggetti singoli: radicchio o chioggia, indivia, scarola, lattuga… insalate intese come composizione di alimenti. Si, parecchie.

 

Ultima domanda: i campioni che utilizzi per modello delle tue illustrazioni, poi te li mangi?

In genere no, non è il caso. Come tutti i bravi attori alla fine della performance hanno già dato tutto ed escono elegantemente di scena!!!

 

Ora devi darmi la ricetta della tua insalata preferita!

La mia insalata preferita è molto semplice e veloce perché mi riduco sempre all’ultimo in cucina, faccio sempre tardi in studio.

Rucola abbondantissima, con la foglia intera non tagliata, troppo bella, pomodori sardi duri, rossi fuori e verdi dentro. Olio evo e sale.

Superveloce, davvero, questa ricetta.  Quasi quanto la  mia di oggi (fotografata peggio che mai…):

Insalata di pomodori all’aneto
Per due persone

2 pomodori cuore di bue medi
1 cetriolo piccolo
6 olive nere denocciolate
olio extravergine di oliva
aceto bianco
un ciuffo di aneto
sale e pepe

Sbucciate il cetriolo, affettatelo e mettetelo in un colpasta per 20 minuti  per fargli perdere l’acqua di vegetazione. Lavate i pomodori , asciugateli e  tagliateli a fette, eliminando eventuali semi. Mettete in un’insalatiera i pomodori, il cetriolo sciacquato e asciugato e le olive tagliate a rondelle. Condite con un’emulsione preparata  con 2 cucchiai di olio evo, un cucchiaio di aceto, sale e pepe. Cospargete con l’aneto spezzettato prima di servire.

Insalata di pomodori all’aneto

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*