La parola del giorno: cetrioli

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Cetrioli (s.m.) Ieri mattina al mercatino organizzato, come ogni sabato,  dai coltivatori della zona a Camaiore ho comprato tre cetrioli. Mettendoli sulla bilancia, chi me li ha venduti ha commentato: “ma lo sa che non li vuole più nessuno i cetrioli?”. E ha aggiunto: “per la storia del virus, i cetrioli non si vendono più, li si butta via“.E già lì la cosa mi è sembrata un po’ stonata.  Ho pagato  i miei acquisti (una cassetta piena di frutta e verdura 12  euro:  questi farmers’ market sono davvero da frequentare) e sono tornata a casa. Ieri sera, dando una scorsa a Repubblica online, ho letto  che nel foggiano  i produttori di cetrioli di Zapponeta  stanno gettando nella spazzatura  la loro produzione perchè il mercato la sta rifiutando, sempre per via del virus che colpisce il Nord Europa. Pare non siano gli unici. Quando è troppo è troppo. Siamo alla follia. C’è gente che muore di fame e si butta via la roba che si potrebbe mangiare. Per giunta si butta via un ortaggio che da sempre è magnificato come ideale per i giorni di caldo estivo: rinfrescante, fonte di fibre, tiamina, vitamina B6,  folati, acido pantotenico, magnesio, fosforo, potassio, rame e manganese, oltre che con notevole presenza di vitamina C e vitamina K (concentrata nella buccia esterna). I cetrioli sono saporiti e, soprattutto, forieri  di sole 12 kcal per 100 g. Insomma, non sarà la manna scesa dal cielo, ma  sono un alimento di tutto rispetto. Non si può permettere un simile linciaggio (a proposito, ora la stessa sorte tocca ai germogli di soia…) senza dire nulla. Per quanto mi riguarda ho deciso di utilizzare cetrioli a più non posso per le mie insalate nelle prossime settimane. E ho coinvolto i miei contatti su Facebook a mandarmi le loro  ricette con questo ortaggio,  che pubblicherò su questo blog all’insegna del “sano come un cetriolo“.
Se volete essere della partita , se anche voi volete restituire dignità ai cetrioli dopo tante accuse infami rivelatesi infondate , mandatemi anche i vostri suggerimenti in fatto a insalate,  saranno postati con attribuzione di merito!

Dò il via alla mia campagna in difesa del povero ortaggio additato come mostro da degli irresponsabili  con questa proposta colorata e profumata:

Insalata al profumo di agrumi

Per due persone

radicchio rosso di Treviso 100 g
lattuga verde (io ho utilizzato la gentile) 100 g
mezzo cetriolo
5 ravanelli
un pomodoro  carnoso
prosciutto cotto a dadini 80 g
un cipollotto
un’arancia  non trattata
condimento d’olio evo  aromatizzato al limone (io ho usato quello del Frantoio Bitetti, che mi è stato regalato e mi è piaciuto molto)
qualche stelo di erba cipollina
un mazzetto di prezzemolo
sale e pepe

Sbucciate il cetriolo, affettatelo con la mandolina e mettetelo in uno scolapasta con un pizzico di sale  per 20 minuti, affinchè perda l’acqua di vegetazione.  Intanto mondate e lavate le insalate, asciugatele e spezzettatele in un’insalatiera. Pelate il pomodoro, tagliatelo in pezzi  eliminando eventuali semi, e aggiungetelo alle insalate insieme al cetriolo, ai ravanelli lavati e affettati,  e al prosciutto.  Preparate un’emulsione con 3 cucchiai di olio evo aromatizzato al limone, la buccia dell’arancia grattugiata e  tre cucchiai del suo succo, sale e pepe macinato al momento.. Condite con la salsina ottenuta e cospargete l’insalata con  le erbe pulite e tritate. Mescolate bene e servite.

Insalata al profumo di agrumi

Facebook: Alice Nelpaesedelleinsalate

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