La parola del giorno: personaggi

A Villa Le Pianore, per la mostra mercato Demetra

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I curry  di Sara (La Fenice)

 

Marco Lanè, norcinaio a Capezzano

 

Personaggi (s.m). Il programma odierno sarebbe stato  quello di andare in Val di Vara a visitare  la Biolocanda che Raimondo  Mendolia  inaugurerà il 10 giugno, ma per un piccolo problema insorto ho dovuto cambiare programma. L’appuntamento con la bio valley italiana è, quindi  rimandato ai prossimi giorni. All’ora di pranzo  ho deciso di andare  a Capezzano Pianore alla  villa Le Pianore  a dare un’occhiata a Demetra , “rassegna della fragola, dei fiori e dei prodotti della nostra terra”(come recita  il volantino pubblicitario) di cui avevo sentito parlare nei giorni scorsi. Mi aspettavo una grande mostra di frutta e fiori, una sorta di replica di quella bella manifestazione che è La via dell’orto  a Camaiore,  invece ho trovato solo un modesto venditore di plateau di fragole (10 euro ognuno), due buoni  vivaisti specializzati in alberi da frutta antichi , qualche  produttore  banale  di piante aromatiche, qualche altro senza infamia e senza lode di agrumi e piante ornamentali , e  Stefano Baldassini,   simpatico venditore di semi di ogni genere che abitualmente fa affari solo con il pubblico della Rete. Il resto, per quanto riguarda il giardino e il verde è stata una grande delusione. Tutto da dimenticare (e , in effetti, l’ho già dimenticato). La vera, piacevole  sorpresa, però, è  arrivata dagli stand enogastronomici. Non solo per i prodotti proposti, ma, soprattutto,  per  i simpatici personaggi che li animano. Passato il banco di vendita della linea cosmetica all’olio extravergine di oliva  “toscano IGP” biologico  dove ho provato una buona crema per le mani, sono  infatti capitata allo stand del norcinaio Marco Lanè. Tipo calmo, voce suadente, affettando del prosciutto al coltello , mi ha raccontato della lunghissima  storia della sua famiglia nel campo della norcineria: stando a un documento conservato alla biblioteca di Pietrasanta un Lanè fu nominato macellaio ufficiale della città già  nel 1559. Roba mica da tutti. Oggi Lanè, che ha cominciato a legare salsicce quando aveva 8 anni, produce un delizioso  prosciutto crudo, salsicce, mortadelle nostrali versiliesi (che altrove si chiamerebbero salami), lardo stagionato in conca,  e un curioso salame smilzo insaporito al vino rosso  chiamato  Chiorpetto, che deve il suo nome a una storia di scaramucce tra pievi  della zona per una vicenda di campane.  Dopo il banco della Norcineria Lanè ho trovato quello del Salumificio di Gombitelli, patron il signor Triglia,  simpaticissimo istrione che riuscirebbe a vendere  frigoriferi agli  esquimesi. Di lui e dei suoi ottimi   prodotti vi racconterò nei prossimi giorni, vi basti,però, sapere che la scrivente, da tempo sulla via della conversione al vegetarismo, si è fatta tentare da un  prosciutto dolcissimo  stagionato  tra la farina di castagne,  dal nome che è tutto un programma: Penitente.  Tappa successiva: la gentile Stefania del forno Pan Dolcepane di Capezzano (ma  con punti vendita anche a Viareggio e a Lido di Camaiore). Con grande cortesia mi ha mostrato (e fatto assaggiare)  dei pani di segale e alle noci avvolti nella farina di mais: la nostalgia per il brot tedesco è improvvisamente scomparsa…

Infine, ormai sulla via per l’uscita, mi sono trovata davanti a un magnifico banco di spezie dietro al quale una ragazza con una lunga treccia di capelli affascinava i potenziali clienti con racconti quasi fiabeschi  sui prodotti che aveva davanti.  Ora era la storia della curcuma, ora  quella del macis…Impossibile non farsi sedurre dalle sue parole, intriganti quanto il profumo delle sue spezie. E’ un interessante  assortimento quello della Fenice, la piccola azienda di Sara e di suo marito,  se cercate qualcosa di particolare…loro ce l’hanno di sicuro (se volete contattarli, ecco il loro indirizzo email: lafenicenaturaebio@libero.it)! Per le mie insalate ho preso del sale aromatizzato alla menta, lime e rose,poi  un mix  a base di zenzero per la frutta (che sperimenterò nei prossimi giorni) e degli allegri  “fili d’angelo” (li vedete nella foto qui accanto) , ottenuti  dai peperoncini dopo aver eliminato la parte interna piccante. In pratica è mantenuto  il gusto del peperoncino evitando gli effetti collaterali.Arrivata a casa non ho resistito: li ho già utilizzati per l’insalata che vi propongo oggi.

I fili di peperoncino della Fenice spezie

Lattuga ai fili di peperoncino

Per due persone

150 g lattuga romana

mezzo pomodoro cuore di bue

una piccola cipolla di Tropea

3 olive verdi e 3 olive nere denocciolate

un pugno di fili di peperoncino

olio extravergine di oliva

aceto bianco

sale e pepe

Mondate la lattuga, lavatela e asciugatela, poi spezzettatela in un’insalatiera. Aggiungete la cipolla  sbucciata e tagliata  ad anelli sottili, il pomodoro lavato, asciugato, affettato e privato di semi.
Tagliate le olive a rondelle e unitele agli altri ingredienti.  Condite con un’emulsione preparata con due cucchiai di olio evo, uno di aceto, sale e pepe. Mescolate bene e, prima di servire, cospargete con una manciata di “fili  d’angelo” (fili di peperoncino).

Lattuga ai fili di peperoncino

 

 

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