La parola del giorno: Fanny

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Luigi Veronelli,come lo ricordo io

Fanny . Questo era il nome di mia zia, la sorella maggiore di mia madre.  Una zia cui sono stata particolarmente legata. Una zia bellissima e  mezza matta con cui ho  avuto e ho tuttora diverse cose in comune. Una, per esempio, la passione per le insalate. Quella che vedete nella foto in alto è la copertina del suo libro dedicato a questo piatto. Ormai non più in commercio, uscito  negli Oscar Mondadori nel 1990,  mi ricorda tanto la zia. Intanto è pieno di ricette zeppe di cetriolini e sottaceti, che a lei piacevano molto  ma non entusiasmano  proprio tutti,  poi è modulato su dosi assai strane: insalate per 6, 8, 12 persone. Ma quando mai? Solo una persona che è stata la moglie di un generale potrebbe aver pensato a delle dosi da reggimento. Se  oggi io  proponessi  a un editore di pubblicare un libro con ricette per 12 persone penserebbe che sono fuori di zucca   (salvo nel caso di un  volume destinato ai gestori di una mensa per comunità, ma allora è un’altra storia). Tante ricette riecheggiano gli anni di vita internazionale della zia, dagli anni in Inghilterra al periodo dei contatti con mezza Europa e gli USA quando  lo zio Ettore arrivò ad essere  il capo di Stato Maggiore delle Forze Atlantiche Terrestri del Sud Europa. Le ricette svedesi, norvegesi e austriache mi sa che arrivano dalle frequentazioni di quel tempo.

Ho scoperto il libretto solo quando la zia è mancata e mi sono trovata a dover svuotare il monolocale sul Lago di Como in cui viveva. Stipate in una cassa ne trovai una decina di copie che distribuii ai vari parenti. Fino ad allora avevo creduto che l’unico libro scritto dalla zia Fanny fosse La cucina orientale, pubblicato nel 1968 da Feltrinelli e, negli anni Novanta,  da Mondadori.  A quanto mi risulta quello fu il primo libro di cucina asiatica apparso in Italia. Ricordo la zia e il nonno che, nella nostra casa di Menaggio ,lavoravano insieme sui testi. Il nonno, che con la nonna aveva vissuto a lungo a Singapore (dove nacque la zia Fanny) , traduceva le ricette dal malese, la zia le adattava. Io, bambina, trovavo la cosa molto eccitante.  La prefazione del volume fu di  Luigi Veronelli, che allora non era ancora  il guru dell’enogastronomia che poi è diventato. Forse Veronelli fece anche qualche cosa di più per il libro perché di lui si parlava molto in casa in quel periodo. Ricordo che andai a fargli visita con gli zii  al Tonale (ho scoperto oggi, facendo una ricerca su google per essere certa della località, che prima di dedicarsi a vino e cibi Veronelli  diresse la stazione sciistica del posto). Pur essendo una bambina delle elementari avevo grandi aspettative per il pranzo che si sarebbe consumato in quella casa. Delusione! Alla bambina, cioè io, fu servito un piatto di capelli d’angelo in brodo e una mela , “roba adatta ai bambini” dissero…Mistero sul rancio dei “grandi”.

Mi fa piacere che ancor oggi in qualche blog si trovano riferimenti a quel libro. In quello qui linkato, per esempio.  Forse La cucina orientale di Fanny Formento è stato, davvero, una pietra miliare tra i libri di cucina.

 

L’insalata che vi propongo oggi parte da una ricetta della zia Fanny, rivisitata secondo il mio gusto. In casa è piaciuta molto.

 

Insalata di tonno e mele 

Per due persone

un cuore di lattuga riccia
tonno  sott’olio 150 g (due scatolette, peso sgocciolato)
una mela verde  Granny Smith
due uova sode
un  cetriolo in agrodolce
maionese
Sbriciolate il tonno e mettetelo in una terrina. Lavate la mela e tagliatela a cubetti senza sbucciarla,  poi unitela al tonno insieme alle uova sgusciate e tritate. Tagliate a fettine sottilissime (o a tocchettini)  il  cetriolo e  aggiungetelo agli altri ingredienti nella terrina. Condite con 3 cucchiai di maionese e un pizzico di sale, mescolando con delicatezza. Impiattate l’insalata ottenuta sistemandola a corona, al centro sistemate un ciuffo di lattuga come guarnizione.
Facebook: Alice Nelpaesedelleinsalate
Insalata di tonno e mele


 

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