La parola del giorno: Bologna

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Bologna. (n.p.). Questa parola per me significa libri. Libri per ragazzi, ovviamente. Una volta all’anno, infatti, all’inizio della primavera, nel capoluogo emiliano si tiene la  Fiera del libro per ragazzi, una kermesse che richiama visitatori ed espositori da tutto il mondo; una grande  fiera che potrebbe essere annoverata tra le eccellenze italiane.  Tra  stand degli editori (ma a Bologna non ci sono solo loro!) si  accalcano librai, bibliotecari, insegnanti,  giornalisti, agenti letterari e un’orda di illustratori. Come accade in ogni fiera,  c’è chi vende e c’è chi compra, chi cerca qualcosa  di nuovo da proporre  ai clienti della propria libreria e chi cerca  di piazzare  i propri disegni  agli editori,  chi infila in mano ai giornalisti un libro con dedica alla ricerca di una recensione e chi cerca di sedurre un autore di fama pur di accaparrarsi i diritti del suo prossimo racconto. E poi ci sono gli incontri, talvolta dibattiti, il più delle volte passerelle che lasciano il tempo che trovano, in cui si presentano casi interessanti o si dà spazio all’ego smisurato di personaggi che  esordiscono  dicendo “non ho grandi cose da dire” e poi non li ferma più nessuno, manco fossero il Frecciarossa lanciato a tutta velocità. Piccoli pavoni che si pavoneggiano davanti ad altri piccoli pavoni.

Grazie a  Dio, i veri protagonisti della fiera sono loro, i libri, che in tale sgomitamento se ne stanno lì buoni buoni ad attendere il momento in cui qualche ragazzo scoprirà il bello e il buono che nascondono tra le pagine (anche se in giro c’è tanta monnezza letteraria…).

Ho salutato la fiera bolognese ieri pomeriggio, e poi via in treno fino alla mia casa toscana. Lungo il tragitto (con una bella mezz’ora di ritardo), ho compilato mentalmente la mia top ten di questa edizione. Oggi l’ho rivista e corretta, sempre mentalmente, sia chiaro. Ve la ripropongo qui sotto, con i titoli linkati alle loro pagine sui siti dei rispettivi editori. Non c’è primo e non c’è decimo titolo, dato che non amo le classifiche per me sono tutti a pari merito. Se avete voglia di prendere in mano un buon volume per ragazzi, potete tenere presenti le mie scelte.

 

Fata confetto sarai tu! , di Whoopi Goldberg, Piemme

60 cose impossibili prima di pranzo, di Harriett Russell, Corraini

Quelcheconta, di Ruth Vilar e Arnal Ballester, Orecchio Acerbo

Melasia, di Cristiano Demicheli, Rizzoli

Accendi la notte, di Ray Bardbury , Gallucci

L’orco di Montorto,di Eva Ibbotson, Salani

Consigli alle bambine, di Mark Twain, Donzelli

Il cane che sapeva contare, di Yoram Kaniuk, Salani

Vango, di Timothée de Fombelle,San Paolo

Il bambino colabrodo, di Arianna Giorgia Bonazzi e Alfonsina Ciculi, Rizzoli

 

Ripeto, non è una classifica, sono solo i primi dieci titoli con cui risponderei alla domanda “quali libri ti hanno colpito alla Fiera del libro di Bologna?”.

 

Veniamo alla nostra insalata di oggi. In onore (vabbè, non esageriamo) della città dove ho trascorso due giorni, ecco un’insalata che annovera tra gli ingredienti la saporitissima mortadella (anche detta Bologna).

 

Insalata con mortadella, noci e pistacchi

 

Per due persone  

 

lattughino 80 g

1 cespo di indivia belga

una costola di sedano bianco

mortadella 100 g in una sola fetta

6 gherigli di noce

qualche pistacchio  sgusciato

olioextravergine di oliva

sale e pepe nero

 

 

Mondate le insalate, lavatele, asciugatele  e mettetele nell’insalatiera dopo aver affettato finemente l’indivia. Tagliate a cubetti la mortadella e il sedano a rondelle, poi aggiungete questi ingredienti alle insalate. Emulsionate bene tre cucchiai d’olio evo, una presa di sale e una macinata di pepe, poi condite l’insalata con la salsina ottenuta. Prima di servire, cospargete con  i gherigli di noce e i pistacchi tritati grossolanamente.

 

Insalata con mortadella, noci e pistacchi

 

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