La parola del giorno : palinfraschi

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Palinfraschi (s.m.). Termine coniato, quasi certamente,  da Roberto Ridolfi,  fiorentino, intellettuale di spicco  del Novecento, autore di celebri biografie di Machiavelli, Savonarola e Guicciardini. Ridolfi  chiamò I palinfraschi   un suo volume di prose su argomenti vari  che “saltavano di palo in frasca”. Sono grata a Angiola Codacci Pisanelli dell’Espresso che attraverso il suo blog  mi ha fatto scoprire questa storia e questo volume uscito nel 1970, con la sovracoperta firmata da  quel grande del design che è stato Bob Noorda.
Palinfrasco mutua chiaramente l’etimologia dal  modo di dire  “saltare di palo in frasca”, utilizzato per definire il  cambio improvviso di argomenti   senza che ci sia alcun nesso logico tra gli stessi. L’origine di questo detto comune potrebbe essere riferita  al palo che nel passato era un’insegna araldica nobiliare, mentre la frasca era l’insegna delle  osterie, in questo caso  passare dal palo alla frasca indicherebbe un  segno di insensatezza. C’è anche chi ipotizza  che  il palo indichi un  legno lavorato, utile a qualche uso, mentre  la frasca è un ramo inutile, quindi  saltare di palo in frasca sarebbe il passaggio dall’utile al futile. Infine, c’è chi ritiene che il  modo di dire derivi  dal comportamento degli uccellini che si muovono posandosi ovunque, sui pali tanto quanto sulle frasche.
Sia come sia, l’idea dei  palinfraschi mi piace molto. Un po’ qua e un po’ là. Un po’ di questo e un po’ di quello, senza stare a porsi troppi problemi.
La mia giornata è stata all’insegna dei palinfraschi: c’è stato di tutto un po’, senza un vero coordinamento. Come in questo blog, d ‘altronde, in cui  posso permettermi di saltare  di palo in frasca. Ma questo è il bello della scrittura (e della vita ) in libertà.
Prima di passare a un’ottima insalata piatto unico, che permette “di far fuori” gli avanzi di un pollo arrosto (resto una fan di questo piatto principe delle domeniche del tempo che fu), vi offro qualche minuto di uno dei più raffinati  palinfraschi cinematografici di tutti i tempi: il film Helzapoppin del 1941.

Insalata di pollo con radicchio e mela

Per due persone

mezzo pollo arrosto (circa)
un cespo piccolo di radicchio rosso di Treviso
10 gherigli di noce
un cuore di sedano bianco
qualche puntarella  (facoltative)
1 mela Granny Smith
olio extravergine di oliva
aceto balsamico
sale e pepe

Spellate e spezzettate il pollo. Mondate , lavate , asciugate e tagliate  a striscioline  il radicchio. Tagliate a rondelle il sedano e le puntarelle, poi lavate la mela e tagliatela a fette sottili, lasciando la buccia. Riunite tutto in un’insalatiera e cospargete con i gherigli di noce tritati grossolanamente. In una ciotolina emulsionate 3 cucchiai di olio evo, uno di aceto, sale e pepe. Condite l’insalata con la salsina ottenuta e mescolate con cura. Servite subito.

Insalata di pollo con radicchio e mele

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