La parola del giorno: autogrill

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Autogrill (s.m.). Il marchio  che per anni ha monopolizzato i ristoranti/bar delle  aree di servizio sulle autostrade italiane è assurto a sinonimo dello stesso tipo di strutture. Si dice “fermiamoci all’autogrill” per dire fermiamoci in un’area di sosta dove si può mangiare qualcosa, usare la toilette o fare due passi per sgranchirsi le gambe .Poi  magari è un ristorante/bar  Fini, o Sarni, o uno dei (pochi) altri  presenti sulla nostra rete autostradale, ma poco importa. Nel lessico comune è l’autogrill. Così come la bibita dolce a base di caffeina è sempre Coca Cola e la crema spalmabile alle nocciole è sempre Nutella.

Gli autogrill sono dei luoghi magici, incantatori,   che cercano di  sedurre i viaggiatori  con la stessa malizia  con cui le Sirene cercarono di sedurre il povero Ulisse. Ma se il re di Itaca  riuscì a difendersi dal fascino del loro canto  facendosi legare all’albero maestro della sua nave, per  noi poveri viandanti del XXI secolo non  c’è strategia che tenga per resistere alle lusinghe dei prodotti in perenne offerta speciale lungo il  percorso obbligato tra l’ingresso e l’uscita. Per anni ho strattonato invano  i figli tra pupazzi ballerini di Babbi Natale e  racchettoni da spiaggia, per anni ho fatto di tutto per passare indenne tra le montagne di tavolette di cioccolato scontate del 25% (ma solo se ne compri due) , i tranci di mortadella, i libri di Fabio Volo e i ricettari di Antonella Clerici, le antologie di Lucio Dalla e le compilation del Festivalbar. Lo ammetto, sono sempre uscita perdente. Vale a dire, sono sempre risalita in auto con un acquisto in un sacchetto marchiato autogrill. Entrambe le mie raccolte complete delle canzoni di Lucio Battisti hanno quest’origine, così come il cd del meglio di Claudio Baglioni, il libro di ricette per microonde, la brocca di vetro che un tempo conteneva un chilo di Nutella, e tanti peluches banali che  hanno infestato la camera dei miei figli da bambini.
Come tutti, ho il mio  autogrill preferito, l’autogrill che quasi quasi potrei annoverare tra i miei  luoghi del cuore. E’ quello chiamato   Medesano ovest, sull’autostrada della Cisa che corre tra Parma e La Spezia.  Una sosta lì  nei miei viaggi verso la costa toscana è quasi  un obbligo. Un tempo vi si mangiavano dei discreti tranci di pizza a qualsiasi ora del giorno, ora  la pizza è servita solo nell’ora dei pasti , chissà poi perchè. Quindi, stasera, al rientro dall’abituale  itinerario Versilia-Brianza-Versilia (680 chilometri, 42 euro d’autostrada e 80 euro di benzina), ho fatto il mio solito tour tra salami felino, latte di olio extravergine di oliva Filippo Berio scontate del 50%, copie del nuovo libro di  Roberto Saviano e tavolette di cioccolato Kinder lunghe un metro. Ne sono uscita (quasi) indenne: un caffè e una  sfogliatella napoletana nello stomaco e un pacco di tarallini pugliesi in un sacchetto. Per un soffio ho mancato la raccolta completa delle canzoni  di Francesco De Gregori in tre cd…

Anche l’insalata di oggi, ispirata ai sapori della Valtellina , può essere un perfetto piatto unico per un pasto veloce.

Insalata valtellinese

Per 2 persone

insalate miste (spinacini, lattughino rosso e verde e valerianella) 200 g
100 g di bresaola della Valtellina  in 3 fette

pancetta affumicata a fettine 60 g

formaggio Bitto a lamelle (o

parmigiano in scaglie) 100 g.

3 fette di pane casereccio

1 indivia  belga bianchissima

2 cucchiai di olio extravergine di oliva

2 cucchiai di aceto balsamico

sale e pepe nero

2 cucchiai di olio di mais

 

Mondate, lavate e asciugate le insalate (io ho utilizzato una busta delle  Tenere insalatine Bonduelle).Tagliate le fette di pane  a cubetti e fateli dorare in padella con l’olio di mais.
Nella stessa padella, senza alcun condimento, fate  saltare a fuoco vivo le fettine di pancetta affumicata, toglietele  dal fuoco e mettetele  da parte. Tagliate  a cubetti la bresaola.
Rivestite un’insalatiera con le foglie dell’indivia belga che avrete precedentemente lavato e asciugato. Versate al centro le foglie d’insalata, aggiungete la bresaola, i crostini di pane e le scaglie di formaggio.
Sbriciolate la pancetta croccante  sull’insalata.
A parte, in una ciotolina ,emulsionate  l’olio evo,l’aceto e il sale, poi versate il condimento sull’insalata..Prima di servire  spolverarizzate  con un’abbondante macinata di pepe nero.

Insalata valtellinese

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