UNA DOMENICA E L’INSALATA GRECA

insalata greca

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La mia domenica,  in dieci parole.

Peccati in pasticceria

Pioggia. Vabbè, qui non c’è molto da spiegare. Spero sia andata meglio a voi.

Golosità. Non c’è  altra ragione accettabile per giustificare le due brioche alla crema e pinoli che ho divorato  alla Pasticceria Serena. Nessuno crederebbe che in verità a me non piace la roba dolce.

Lettura. Tre libri per ragazzi destinati  a future recensioni: La famiglia C , Il pinguino e la gallina  e Il pinguino che voleva diventare grande  (in realtà una riedizione). Curioso, i pinguini vanno alla grande in questo periodo, forse ci stiamo avviando verso una nuova glaciazione.

Momento d’oro per i piguini

Jazz  Per me non c’è sottofondo migliore per lavorare. Oggi  antologie varie con pezzi di Les McCann, Cal Tjiader, Joe Henderson, Paul Desmond e Shirley Scott.

Natale. Sono andata avanti col mio racconto natalizio. Spero di finirlo entro la fine di settimana prossima, altrimenti esce nel 2012.

Sindrome Di Stendhal, si intende. Devo essere fatta male: a me la contemplazione dei panorami e delle bellezze artistiche della Toscana dà la carica, altro che ansia e tachicardia. Per assicurarmi  un’iniezione di adrenalina mi bastano quattro cipressi e una pieve romanica.Nonostante il tempo schifoso oggi ho fatto il pieno.

Famiglia  E’ ricomposta al 50%. Stasera è arrivato Leo. Parola di mamma:  benedette le vacanze di fine semestre all’università.

Benzina  Ma è mai possibile che in Italia alla domenica le stazioni di servizio  siano tutte chiuse? Non si potrebbero creare migliaia di posti di lavoro tenendole sempre  aperte dalle 6 alle 23 come in Germania? Detesto combattere con i distributori self service che sputano le tue banconote. Oggi sono uscita vittoriosa al secondo colpo, mi è andata bene senza le solite crisi isteriche.

Uccelli  Sopra la mia camera da letto, tra il tetto e la grondaia , ci deve essere un condominio d’uccelli. All’alba  fanno un casino pazzesco, cinguettii, movimenti, fruscii, colpi… Così non si può più  andare avanti: se loro vanno a letto con i polli, io no. Alla sera lavoro, anche fino a tardi,  e ho il sacrosanto diritto  di riposare. Dobbiamo aprire un tavolo di trattativa.

Idee Tante, oggi. Anche quella per un nuovo libro. Da domani comincerò a sbozzarlo.

In questa giornata grigia, con un freddo cane fuori, mi è venuta voglia di  preparare un’insalata che sapesse un po’ di sole. Forse è una magra consolazione, ma aiuta. Ho preparato la tipica insalata greca, quella che, se non sbaglio,  in Grecia è chiamata Horiatikì. A proposito, sarà mica che  diluvia anche ad Atene?

Oggi omaggio al sole della Grecia

HORIATIKI, L’INSALATA GRECA

 

Per due persone

feta 100 g
2 pomodori da insalata non troppo grandi
mezzo peperone verde
mezzo cetriolo
mezza cipolla rossa
olio extravergine di oliva
mezzo cucchiaio di succo di limone (in alternativa aceto di vino bianco)

origano secco
sale e pepe

Dividete in due i pomodori  ed eliminate i semi, poi affettateli. Pelate il cetriolo, affettatelo , salatelo e lasciatelo per 20 minuti in uno scolapasta a eliminare l’acqua di vegetazione. Tagliate la cipolla ad anelli. Eliminate i semi e la parte bianca interna del peperone e tagliatelo a striscioline.  Preparate in una ciotolina la vinaigrette con l’olio, il succo di limone, un pizzicone di origano, il sale e una bella spolverata di pepe.
In un’insalatiera alternate fette di pomodori, feta e cetrioli. Decorate con il peperone e la cipolla, irrorate con  il condimento e servite subito.

Horiatiki, insalata greca

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