Anche la solidarietà ha bisogno di sostanza

-330

Schieramento di addetti all’ingresso della fiera

Forse ricordete che  avevo promesso di raccontarvi  di Villaggio Solidale, la fiera del volontariato che è in corso a Lucca.Bene, eccoci qui. Volendo preparare un pezzo per una delle riviste con cui collaboro che è sempre molto attenta al tema della solidarietà, ma anche per mio interesse personale,  ieri  mi sono avventurata alla ricerca del polo fieristico di Lucca, dove si tiene la manifestazione. Sarà stato per il quasi diluvio universale che ieri ha flagellato questa zona, sarà stato per via del mio navigatore che negli ultimi tempi deve aver assunto delle strane sostanze stupefacenti, fatto sta che dopo aver vagato nei dintorni della città per quasi un’ora, sono arrivata in fiera al momento dell’arrivo dell’ospite d’onore: Pierferdinando Casini. In altre parole in un momento di caos (stavo per scrivere casino, ma il casino creato da Casini suona male). Per cui ho abbandonato l’impresa. Oggi, complice un bel sole asciugaossa, mi sono riavventurata sulla stessa via. Il gps era di umore migliore, per cui mi ha fatto entrare in orbita solo un paio di volte e alla fine (ma molto alla fine) mi ha portato dove volevo.

Gran casino per Casini

Il polo fieristico di Lucca è ospitato in quella che in anni addietro è  stata la fabbrica dell’olio Bertolli, un capannone abbastanza luminoso in zona periferica,  con un ampio parcheggio meravigliosamente disorganizzato.
L’idea di una fiera dedicata al volontariato mi stuzzicava molto, ed ero curiosa di vedere come gli organizzatori  avessero approcciato il tema. Dopo averla vista ho capito che l’approccio è stato molto approccioso. Vago credo sarebbe l’aggettivo giusto.  Insomma: poco fumo e quasi nessun arrosto. Facciamo un passo indietro: affrontare il tema del volontariato è sempre difficile, perchè quest’ambito del terzo settore è polverizzatissimo. Esiste una galassia infinita di grandi e piccole, piccolissime,  istituzioni, che è impossibile  far convergere sotto un unico cappello. Se si cercano dati in merito è bene mettersi il cuore in pace, perchè i dati sono sempre  terribilmente approssimativi.

Tutti al bar!
Vuoto pneumatico nei corridoi della fiera

La fiera lucchese poteva anche essere una buona idea in questo che è l’Anno del volontariato (ma non lo sa quasi nessuno, tranne i vari volontari per i quali ogni anno è l’anno del volontariato), purtroppo per come è venuta fuori non si capisce  a chi sia indirizzata. Per certi aspetti sembra una  manifestazione per addetti ai lavori, per (molti) altri un’occasione d’incontro col pubblico , prevalentemente locale (e per questo c’è da domandarsi perchè diavolo uno dovrebbe affrontare un viaggio nella periferia lucchese per poter andare a scoprire realtà come il Gruppo Volontari Accoglienza Immigrati  o il Centro Culturale per anziani Chiavi d’oro che sono comodamente rintracciabili nel centro storico). Sarà per questo motivo o per la scarsa pubblicità fatta all’evento, fatto sta che oggi verso le 15 i corridoi della manifestazione erano pressochè deserti. L’unico angolo affollato era il bar, evidentemente i piatti di tonno e fagioli risultavano più appealing delle storie di solidarietà raccontate qualche metro più in là. Stando ai badge che ho potuto sbirciare mentre prendevo un caffè, i presenti erano per lo più personaggi  dell’organizzazione o  volontari di questa o quella organizzazione  “comandati” ad attendere un pubblico inesistente nei vari stand. Perfino al cosidetto ufficio stampa dovevano aver perso ogni speranza: quando sono entrata nel  singolare igloo gonfiabile  adibito  a centro dell’informazione, nessuno si  è preso la briga di chiedermi chi fossi. Il direttore del Corriere della Sera e quello del New York Times sarebbero passati in incognito quanto la sottoscritta, visto che l’interesse era dedicato solo  ai pezzi di pizza fredda sul vassoio piazzato tra un mucchio di giornali. Ho tentato di familiarizzare con quello che sembrava essere il leader dei masticatori, ma ne ho ricavato solo qualche grugnito.

Lo stand  della Croce Rossa, forse il  più “allestito”

La gita, chiamiamola così, comunque non è stata totalmente inutile. Ho conosciuto il simpatico signor Federico dell’Unitalsi di Lucca (che è parso sollevato quando ha scoperto di non essere l’unico a chiedersi che senso avesse la manifestazione) , alcune appassionate  Guardie Ecozoofile della A.N.P.A.N.A (che sta nientepopodimeno che per Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente, come dire tutto e niente per quanto riguarda l’habitat in cui viviamo) e Davide Minelli nonprofitonline.it , in fiera per presentare Piazza del Volontariato , la vetrina online  delle organizzazioni lombarde iscritte al registro regionale del volontariato.  Progetto interessante, quest’ultimo. Peccato non ci azzecchi  nulla con i visitatori della fiera  allestita nei padiglioni dell’azienda olearia fondata dai coniugi Bertolli nel 1865 (e ora in mani spagnole).

 

Dopo questo racconto di  non sostanza vi lascio con la mia insalata di oggi che, invece, di sostanza ne ha parecchia , tanto che si presta ad essere un perfetto piatto unico per un giorno in cui di va di gran fretta (si può preparare anche utilizzando molti ingredienti in scatola).

 

Insalata di fagioli e würstel

 

Per due persone

 

fagioli, cannellini o bianchi di Spagna, 200 g

fagiolini lessati  150 g

1/4 di cipolla rossa di Tropea

6 pomodorini ciliegia o datterini

würstel 100 g

1 spicchio d’aglio

qualche foglia di menta, basilico e prezzemolo

3 cucchiai di olio extravergine di oliva

1 cucchiao di aceto bianco

sale e pepe nero

 

 

Schiacciate l’aglio e mettetelo in una ciotolina con le erbe tritate, l’olio, l’aceto e una bella macinata di pepe. Mescolate e lasciate riposare per una ventina di minuti. Sgocciolate i fagioli e sciacquateli, poi asciugateli delicatamente. Metteteli in una piccola insalatiera. Unite i pomodorini  lavati e tagliati in due, i fagiolini , i würstel affettati e la cipolla ad anelli. Eliminate l’aglio dal condimento e versate la salsina  sull’insalata. Mescolate facendo attenzione a non rompere i fagioli e servite.

 

A domani!

 

Insalata di fagioli e würstel 

2 Commenti

  1. 1- se impostassi il navigatore come “percorso più veloce”anzichè “percorso più breve” forse eviteresti le mulattiere che scavallano sulla cresta delle montagne
    2- se non dichiari cosa hai mangiato insieme al cappuccino in quel paese giuro che mi cancello da questo blog e mi iscrivo ad uno di allevamento di maiali

  2. 1) Quello che ho con me è un navigatore ditattoriale. Non dà opzioni. Farà la pessima fine di tanti dittatori…

    2)Occhei, cappuccino con pizzettina. Solo un controllo quialità per assicurarsi che la salute pubblica del luogo non sia a rischio.

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*