Evviva, pizza e abc dell’insalata

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Evviva! Ho consegnato l’ultimo pezzo che dovevo consegnare. Da stasera si torna ad andare a letto ad un orario da cristiani (come direbbe mia madre, che sta un po’ meglio ma è ancora in un mondo ovattato tutto suo, speriamo si riprenda). Non c’è leggerezza più leggera di quella che si avverte quando si è fuori da un tunnel lavorativo. Da domani posso ricominciare a lavorare sulla fiaba natalizia, devo scrollarle di dosso il retrogusto dickensiano che la rende troppo lenta.

Stasera pizza!

Stasera pizza alla Cuccuma di via Pacini, con Daniela e Larysa. Nonostante il tavolino microscopico (ma che è , un ristorante per puffi?) è stata una gradevolissima  serata un po’ diversa dal solito, preceduta da un aperitivo stile happy hour in un locale con musica assordante e grande allegria.  Erano mesi che non mangiavo una pizza, non mi ricordavo fosse così buona, sarà merito del  condimento a base di chiacchiere che l’ha accompagnata.

Veniamo al tema insalata, che mi sta impegnando e  appassionando sempre di più. Riuscirò a sperimentare altre 342 ricette? Tante me ne mancano per arrivare in fondo a questa mia avventura. L’insalata di ieri prevedeva tra gli ingredienti due petti di pollo. Qualcuno si è scandalizzato ritenendo  che quella non sia un’insalata, e me  l’ha anche scritto ” E’ come dire:  mangio la frutta prendendo il limone dalla porchetta croccante che stai sistemando nel panino”.Mi spiace ma siamo fuori strada. Se pensate di trovare in questo blog  solo lattuga,pomodori e qualche foglia di rucola, lasciate perdere le visite ai miei post. Ci sono tanti altri blog fatti splendidamente  da frequentare. Per quello che mi riguarda, l’insalata non è quella roba che siamo abituati a trovarci nel piatto quando chiediamo  un’insalata mista al ristorante: qualche foglia di lattuga e di chioggia, un po’ di carote tritate, qualche fettina di pomodoro, condimento olio, aceto e sale. Quella è un prototipo di insalata, è verdura combinata  senza amore nè  fantasia  in una ciotola o in un piatto.
Non voglio spingermi a dire che l’insalata è una filosofia di vita -non sono scema fino a questo punto- ma di certo è una filosofia alimentare e ,soprattutto, gastronomica. L’insalata è il piatto che offre maggiori possibilità creative a chi cucina. Non trovate tante possibilità nè tra i primi piatti, nè tra piatti di carne e di pesce. Come scrive giustamente Alba Allotta, sommelier e gastronoma,  nella prefazione del suo libro 500 ricette di insalate:” un concetto nuovo di insalata si è imposto da alcuni anni nelle cucine degli italiani fino a rimpiazzare la sua immagine tipo, un moderno utilizzo di ingredienti diversi che si traduce il più delle volte in un ricco piatto unico o in un piacevole contorno”.  Segue la distinzione  tra insalate semplici e insalate composte, a base di ortaggi , legumi e patate le prime, arricchite da carni, formaggi, pesce, frutta, pasta, salumi e riso le seconde.
La signora Allotta è riuscita a mettere insieme ben 500 ricette. Ne proverò moltissime, con un po’ di amaro in bocca per spirito di solidarietà di categoria. Ma è mai possibile,infatti,  che un libro come questo, che certamente  ha richiesto giorni e giorni di lavoro all’autrice, venga svenduto (non venduto)  a 3,90 euro in un ipermercato? Mi pare mancanza di rispetto per chi lo ha scritto.

Anche la mia insalata di oggi ha come protagonisti degli avanzi trovati in frigorifero (come risulta evidente dalla bruttissima foto )

Insalata in bianco e verde

Per due persone

mezzo cespo di insalata iceberg
un pugno di rucola
6 olive verdi  snocciolate e tagliate a rondelle
pecorino toscano stagionato 120 g
olio extravergine di oliva
sale  e pepe

Mondate l’insalata, lavatela e asciugatela. tagliate l’insalata iceberg a striscioline. Tagliate il pecorino a dadini. Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola e condite con un cucchiaio e mezzo d’olio, sale e pepe. Io ho utilizzato  sale himalayano che “dà sapore senza salare”  e pepe affumicato.

Insalata semplice  in bianco e verde

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