Chilometri, chilometri, chilometri, e una fetta di torta di mele con Heidi

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Intanto scusatemi  per la persistente  pessima qualità delle foto delle mie insalate. Nonostante i ripetuti  tentativi di migliorare, sono sempre a livello di grave insufficienza. Se qualcuno ha dei suggerimenti da darmi sono più che benvenuti. Le ho provate tutte: foto prese dall’alto, di fianco, in insalatiere, su piatto, sempre uno schifo.

Heidi, Heidi… all’autogrill svizzero

Bene, detto questo posso solo riassumere la mia giornata  descrivendola come chilometri, chilometri, chilometri e poi ancora chilometri. Da B a B, vale a dire dalla Baviera alla Brianza, passando attraverso il  Baden-Württemberg,l’Austria (giusto una manciata di chilometri, ma quel che basta per farti pagare la vignetta dell’autostrada)  e la Svizzera. 50 chilometri in meno, circa, del percorso lungo l’autostrada del Brennero. Il VEH non ama per niente  questo itinerario un po’ tortuoso, lui è un uomo da rettilinei a gran velocità,  io sì perchè trovo sempre  molto affascinante la parte svizzera tra le montagne. E poi, volete mettere?,  c’è l’opportunità della sosta alla stazione di servizio (per dirla all’italiana, dell’autogrill)  Heidiland vicino a Bad Ragaz, un capolavoro della retorica kitsch con una sorta di carillon con automi che si affacciano da una finestra della facciata  sulle note  di “Heidi, Heidi…” rilasciate da un altoparlante. Ci sono sempre decine di persone con il naso all’insù a godersi questo strepitoso spettacolo (per non parlare di quello delle caprette nel recinto vicino all’ingresso principale, altro cameo all’insegna del tutto Heidi). Zuppa di goulasch e fetta di torta di mele calda con panna (non ricordatemi che dovrei stare a dieta).

Cielo azzurro, buona musica (Ludovico Einaudi e Keith Jarrett), ma anche le Variazioni Goldberg   nella  mitica versione di Glenn Gould), il viaggio è stato gradevole nonostante i pensieri in grigio  che ormai mi rifrullano sempre nella testa. Be’, a dire il vero a rendere al situazione non esattamente gradevolissima ci hanno pensato anche le quattro confezioni di Limburger che mi sono portata dietro, nonostante Allegra le avesse impacchettate ermeticamente il puzzo era…inquietante!  Quasi quasi faceva pari con l’olezzo  con cui abbiamo viaggiato  prima di Natale, quando ho voluto portare con me da Landshut alla Toscana una pianta  di erba cipollina …
Passata la barriera di Como Grandate ci siamo trovati nella nebbia, sempre più fitta via via che ci siamo avvicinati alla nostra meta brianzola.

Ovomaltine in tutte le forme

Arrivati a casa, scaricati i bagagli e lo shopping  goloso fatto alla Coop che si incontra dopo Coira (Ovomaltine in tutte le declinazioni, biscotti Bretzeli  , olio di semi di zucca e roesti precotti) siamo crollati abbioccati sul divano, tanto io quanto il superuomo VEH. A me girava anche la testa, spero sia solo per la tensione di questi giorni.

Per cena : una tazza di crema di patate e funghi portata dalla Germania (che è piaciuta anche a Larysa), roesti e un uovo fritto. Per me (niente uovo) un’insalata dell’ultimissimo momento:

Insalata superveloce di fagioli

(dose per una persona)

fagioli rossi kidney lessati  in scatola  80 g

Fagioli kidney

fagioli  bianchi di spagna lessati  in scatola 80 g
fagiolini lessati in scatola  80 g
mais lessato in scatola 50 g
qualche filo di erba cipollina fresca
dressing per insalata allo yogurt 2 cucchiai

Scolate i fagioli, il mais e i fagiolini  dal liquido di conservazione, sciacquateli sotto l’acqua corrente e asciugateli delicatamente . Disponeteli  in un piatto fondo, copriteli con l’erba cipollina sminuzzata. Aggiungete il  condimento allo yogurt e mescolate bene prima di servire.

A domani. Meno stanca, spero.

Insalata superveloce di fagioli
(foto scattata ieri a casa dove abbiamo provato la ricettina)

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