Il daffare di una nip

Incursione al supermercato

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Premessa (che forse avrei dovuto fare prima visto che è una premessa, ma tant’è, sono un po’ imprecisa in queste cose): sono una persona normale. Assolutamente normale. Una NIP (Non Important Person). E questo mio blog vuole fotografare, tra 365 insalate diverse  una dall’altra , la vita di una NIP qualsiasi. Anzi, una nip, perchè anche le maiuscole in questo caso sarebbero sprecate.
Oggi la  nip di vostra conoscenza  si è occupata di:

    • bucato (a casa nostra non mancano mai, siamo una fabbrica  a ciclo continuo di roba da lavare)
    • rispondere alla posta e agli auguri di Natale accumulatisi sulla sua scrivania nell’ultimo mese di assenza (bella roba rispondere agli auguri natalizi a fine gennaio, c’è da farsi ridere dietro)
    • fare la spesa (scorta di roba da lasciare in casa e shopping di prelibatezze per la mia dieta da portare in Italia,i  piccoli avocado dalla buccia scura, il formaggio Limburger, eccetera)
    • andare dal commercialista altrimenti con la dichiarazione dei redditi non se ne esce più
    • andare in banca per  un po’ di archeologia contabile
    • ritirare una sedia dal tappezziere che era stata data per dispersa
    • finire di scrivere le interviste  a Timothée de Fombelle  sul suo nuovo libro per una rivista e per un quotidiano
Il formaggio Limburger: puzzolente ma BUONISSIMO!
  • andare dal neurologo per via del problema al tunnel carpale della mano destra

Insomma, il normale daffare  quotidiano di una nip felice di essere a casa dopo 40 giorni di assenza

Piccoli avocado dalla buccia scura

Dimenticavo, c’è anche stato tempo per giocare un po’con  i nostri due quattrozampe, un Parson Russell Terrier e un Cocker. Quando sono lontana da loro quei  due  grandi abbaiatori  mi mancano tantissimo. Forse dovrei  registrare gli acuti di Beamer per  farmi passare le crisi d’astinenza canina…

I miei cani

E c’è  stato tempo  anche per una pausa da Aran, uno dei miei caffè preferiti. Ora non ho tempo di raccontarvi di questo locale originalissimo (anzi, di questi locali visto che si tratta di una catena), ma posso dirvi che l’Aranos caprese che ho mangiato era proprio delizioso. Per non parlare del cappuccino…
Domani si torna in Italia, dove mi aspetta una situazione sempre più disperata. Mio marito mi accompagnerà. Devo essergli sembrata un po’ stravolta  per aver deciso di farsi 1200 chilometri in pochi giorni. Ma lui è un VEH (Very Exceptional Husband), con maiuscole, merce rara al giorno d’oggi. Sono una nip fortunata.

Stasera è proseguito il festival casalingo dell’insalata fai da te.  Ho deciso di puntare su un’insalata che si sposasse bene con l’olio di semi di zucca della Stiria, che abbiamo in casa , troppo buono con quel retrogusto di nocciole! Devo comprane una bottiglia da portare in Italia.

Mix di insalate verdi all’olio di semi di zucca

Dose per una persona

una manciata di foglie di lattuga
qualche foglia di valerianella
una manciata di crescione
crostini aromatizzati alle erbe
erba cipollina, qualche filo
olio di semi di zucca stiriano
sale, pepe

In un piatto adagiate le foglie di insalata, spezzettando la lattuga all’ultimo momento. Aggiungete i crostini e l’erba cipollina tritata finemente.Condite con un cucchiao di olio di semi di zucca, sale e un’abbondante macinata di pepe. Mescolate e servite subito.

Olio di semi di zucca su questo mix di insalate verdi

A domani!

3 Commenti

  1. Quando muore una persona conosciuta si resta male, come se fosse venuto meno qualcosa che ci è familiare. La signora Schneider – per scelta o per destino – lo è divenuta per uno scandalo/scandaletto che le ha permesso di entrare nella storia del cinema. Purtroppo per lei l’unico posto disponibile è stato quello che l’ha resa prigioniera di quel ruolo che le ha dato onori immediati ed oneri per il resto della sua vita. Nel bene o nel male, lei almeno c’è arrivata. Molte suffragette odierne sono disposte a compromessi assai meno artistici del ruolo di protagonista in un cult-film, eppure faticano ad entrare nella cronaca di un giorno. Chi ne esce male è il maestro Bernardo Bertolucci, con il suo stucchevole finto buonismo per non essere riuscito a …”chiederle scusa e riabbracciarla teneramente perchè se ne è andata troppo presto”. 39 anni di tempo non gli sono bastati per farlo.

  2. Mi è gradito il tuo avallo al favellar mio, cara miss vinaigrette, parimenti al mio piacere nell’udire il tuo disquisir sapiente. Ho letto tutti i giornali che hanno trattato l’argomento, on e off line. Mi fa specie che nessuno abbia menzionato la figuraccia del regista, di certo la mia è stata solo una voce fuori dal coro. Un coro che non ha ascoltatori. Evidentemente i Maestri sono intoccabili.

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