Casa mia ,casa mia…

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A casa, per un giorno e mezzo. Non mi sono mai sentita così euforica vedendo la Hauptbahnhof di Monaco. Improvvisamente tutto è diventato  familiare come non mai, anche il tedesco…

ICE all’Hauptbahnhof

Il viaggio mi è sembrato di una lunghezza infinita . Nonostante fossi superattrezzata con  buoni libri e  mediocri giornali tutti all’insegna del Ruby Ruby refrain (possibile che non ci sia altro di cui parlare?)   non ho letto quasi nulla. Ho guardato senza raccoglierli nella testa i paesaggi che sfilavano e mi sono dedicata a scoprire la scatola che mi ha mandato Luisa, l’ufficio stampa della Magazzini Salani. E’ una scatoletta in metallo contenente 50 ricette di insalate, ben stampate su carta plastificata. La dimensione è…più o meno il doppio di una normale carta da gioco (scusate, ma ora  non ho qui con me nulla per misurarle). Il tutto va sotto il titolo di Insalate insolite  , serie La scatola sale in zucca (euro 12,50 per chi volesse comprarla)  Niente di trascendentale, ma è un’idea simpatica e pratica. Le 50  insalate proposte vanno dal modestamente fantasioso (insalata di valeriana alle noci)  al molto fantasioso (insalata di pollo alle fave con salsa di mango, oppure: insalata di grano saraceno con fichi e taccole). Alcune sono praticamente delle macedonie,  cosa  comprensibile visto che si tratta della traduzione di un prodotto editoriale francese,lingua  in cui, appunto, si parla di salades de fruits. Ne proverò parecchie nelle prossime settimane. Due  appunti, van fatti : primo,  le dosi , che sono a volte per 2 persone a volte perfino per 8 (mi sembra un’esagerazione, mica tutti vivono in una comunità) , gli autori non potevano fare lo sforzo di adattare a 4 commensali gli ingredienti necessari? Secondo, appunto gli ingredienti. Anche chi ha elaborato questo progettino evidentemente non fa la spesa nei supermercati italiani. Mi dite voi dove si trovano il coriandolo fresco (presente in tantissime ricette),l’acqua di fiori d’arancio e il cumino macinato?

Festival della patata grattuggiata alla svizzera

In attesa del treno per Zurigo ho fatto sosta per un’ora al ristorante della stazione di Lugano, con un caffè e un buon croissant salato. E’ un ambiente accogliente (altro che gli squallidi bar delle nostre stazioni…) ,dove, credo, si mangia benino. Per ancora qualche giorno è in  corso  la Rassegna dei roesti. Peccato fossi lì alle 10  di mattina (ora da cappuccino e non da patate grattuggiate) perchè i roesti svizzeri sono molto più buoni di quelli bavaresi.
Stasera…buffet di insalate a casa!  In onore del mio blogghino, Allegra ha preparato  tante ciotole con ingredienti vari da mescolare a piacimento. Giustamente ora  ha una visione alberghiera della vita.

Ecco la mia :

Insalatina invernale casalinga  (nome inventato qui ora sui due piedi, scusate la banalità)

Dosi per una persona:

una manciata di valerianella
mezzo cetriolo affettato
qualche foglia di rucola
una manciata di crescione
due cucchiai di sedano rapa affettato finemente
mezzo uovo sodo sbriciolato
una cucchiaiata di crostini aromatizzati alle erbe
olio extravergine di oliva
aceto bianco allo sherry
sale e pepe

Mettete tutti gli ingredienti in un piatto fondo o in una piccola insalatiera, mescolate aggiungendo una bella macinata di pepe, servite subito.

Insalata  invernale casalinga

2 Commenti

  1. Eeee no, qui ti contesto, non puoi negare che siamo un Paese industrializzato; è vero, le biglietterie sono quel che sono (quando ci sono); le macchinette sono quel che sono; anche le stazioni, pensandoci bene, sono quel che sono; ok, te lo riconosco, anche i passaggi a livello sono quel che sono, ma dimentichi un particolare: se ci sono e funzionano (almeno loro!) dimostrano un fatto inconfutabile: almeno il treno c’è! Vabbè, non cavilliamo, si lo so che anche i treni sono quel che sono, ma insomma, tu vuoi proprio vedere il bicchiere mezzo vuoto…
    p.s.: a proposito, anche l’orologio del tuo blog è quel che è, segna sempre orari strani. A meno che non sia connesso all’orologio della stazione di cui sopra…

  2. E non dirlo a nessuno dei presenti che speri che non passi il Cisalpino, potrebbero fraintendere: loro trascorrono ore alla stazione sperando invece che passi! Anche voi viaggiatori, però, siete quel che siete: sempre pretendere, mai accontentarsi di quello che passa il convento; non vi basta neppure il convento, voi volete che passi perfino il treno. Ecchediamine!

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