Via, via…

Terra di frontiera

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Sono appena tornata da Milano. Abbiamo portato la mamma in ospedale per una serie di esami. Probabilmente gli ultimi che farà.  Ho solo confusione in testa, non so più cosa si debba sperare. Il senso di angoscia sta diventando un inquilino stabile del mio stomaco e  della mia mente. La tristezza una compagna di viaggio sempre accanto a me. Vorrei che tutto questo fosse già passato. Vorrei che questo fosse un futuro inimmaginabile. E invece è presente. Il presente. Il mio presente.

Sacra Famiglia in fuga?

Nel pomeriggio ho avuto bisogno di una boccata d’aria –metaforica visto il livello dell’inquinamento che attanaglia la città-  così ho lasciato l’ospedale per una breve passeggiata nei dintorni che avevo già avuto modo di scoprire nel mese d’agosto, durante il primo ricovero della mamma. Allora attribuii al sole,  al caldo e alla luce abbacinante  di ferragosto il senso di squallore e di vuoto che impregnava la zona. Saracinesche dei negozi  abbassate, solo le note di canzoni trasmesse da qualche radio attestavano la presenza di vita  in quel pianeta. Oggi, senza il  sole, senza  il caldo,senza il vuoto pneumatico della città causato dalle ferie agostane, il senso di desolazione era quello di allora.   Identico.Via Vittorini, Via Parea, Via degli Umiliati (e chi non lo sarebbe, vivendo in un’area come quella?) , Via Montecassino…Una terra di frontiera, un far west di casa nostra. Lungo la strada, solo migranti, con storie di desolazione e di non integrazione stampate in faccia. Due bar in attività,  ma contro ogni tentazione.L’edicola è chiusa da anni, uno scheletro abbandonato lì tra macchine e fanghiglia. Una macelleria islamica ha la porta aperta, nella  vetrina, se così si può chiamare,  roba da mangiare e bottiglie di candeggina Ace. Più in là , in fondo alla strada, poco prima del  ponte che segna i confini del territorio milanese, una cappelletta tinta di un turchese troppo brillante ricorda la fuga in Egitto della Sacra Famiglia. Sembra che stiano scappando anche da lì. Ne avrebbero tutte le ragioni.

Il Lambro

E anche  il fiume, il Lambro, dalle acque scure e torbide sembra volersi allontanare velocemente da quei luoghi. Via, via…

Tornata a casa con Larysa, dopo esser finita in orbita  nella  mal costruita Brianza  per aver preso un’uscita sbagliata della tangenziale est (Carugate, Concorezzo, Muggiò…ho vagato per una buona mezzora prima di riuscire a ritornare sulla Milano-Meda) , l’ho trovata  silenziosa e vuota. Per i mesi a venire riesco solo immaginare  rumori carichi di mestizia.   Stiamo girando pagina. Sta finendo un capitolo della mia vita.
Quest’insalata  sarebbe piaciuta alla mamma,  è molto simile a una  che preparava lei.
Insalata di tonno,sgombro e uova
valerianella 250 g.
una scatola di tonno sott’olio
una scatola di sgombri sott’olio
un finocchio
due uova
un pomodoro medio
maionese 100 g.
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
una manciata di crostini saltati in padella con un filo d’olio
un cucchiaio di capperi sottaceto
due cucchiaini di pasta d’acciughe
olio extravergine d’oliva
il succo di mezzo limone
pepe

Sbucciate il pomodoro, eliminate i semi e tagliatelo a dadini . In una ciotola mescolate la maionese con il concentrato di pomodoro, la pasta d’acciughe, una bella macinata di pepe e i capperi . Volendo potete unire uno spicchio d’aglio schiacciato. Mondate l’insalata e il finocchio , affettate  finemente quest’ultimo . Rassodate le uova , sgusciatele e tagliatele a fettine o a spicchi. Scolate il tonno e gli sgombri, spezzettateli e metteteli in un’insalatiera insieme alla valerianella, al finocchio, ai crostini  e alle uova. Condite con due cucchiai di olio e con il succo di limone. Servite quest’insalata con la sua salsa a parte.

A domani!

Insalata di tonno,sgombri e uova

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