Nostalgia, nostalgia

Ich habe fertig!

 

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Prima parte della giornata, voto : zero e anche meno.  Seconda parte della giornata, voto sei e mezzo. La mamma sta riprendendosi un po’ ma non credo ci siano straordinarie  prospettive all’orizzonte e io comincio a non poterne più  della situazione a corollario. Oggi mi è venuta in mente la famosa  frase  che Trapattoni   pronunciò in una  conferenza stampa tanti anni fa a Monaco di Baviera , uno svarione lessicale rimasto  vivo nell’immaginario collettivo tedesco:  “Ich habe fertig!”, non ne posso più! Non ne posso più di persone e situazioni. Non ne posso più di questa terra che non mi è mai piaciuta, brutta e imbruttita dagli uomini. Dio doveva essere di pessimo umore quando ha creato la Brianza. Guardo fuori e vedo questi alberi scuri, questa vegetazione cupa. Le erbacce non sono più meste delle piante coltivate, qui. Come si fa a essere allegri?

Forse è proprio per questo stato d’animo che ha cominciato ad insinuarsi in me un’ ombra di quel pericoloso sentimento che è la nostalgia. Credo sia nostalgia  della mia Toscana. Il sole, il mare, le foglie argentee degli ulivi, i loro tronchi contorti che sembrano usciti da una storia di alberi parlanti… …

Olivi, olivi, olivi…

Bel tema la nostalgia. Interessante da approfondire. Vorrei parlarne col mio amico Alfredo strizzacervelli, ma non  posso chiamarlo a quest’ora. Lo solleticherò in futuro su questo tema. Gli strizzacervelli amano dissertare sul loro sapere. Forse perché è così impalpabile e  loro sono consci   di saperlo rendere corposo e complesso. Santa internet , guarda cosa ti ho trovato in un bel sito: la definizione di nostalgia:  Il dizionario etimologico di Pianigiani (1907) fa derivare la parola nostalgia dal greco nostos (il ritorno) e algos (dolore) e la descrive così: “desiderio melanconico e violento di tornare in patria, ossia di rivedere i luoghi dove passammo l’infanzia e dove albergano oggetti cari, il quale è cagione di profonda tristezza e di tale sconcerto nell’economia animale da produrre persino la morte…”

La mia Toscana

Il termine nostalgia fu introdotto in tempi moderni dal medico svizzero Johannes Hofer (1688) per riferirsi a sintomi psicologici e fisici mostrati dai mercenari svizzeri di stanza in territori stranieri. Forse li avevano mandati in Brianza quei mercenari svizzeri. Dopotutto Ponte Chiasso è a due passi. Quasi quasi me li immagino quei mercenari biondi , corpulenti, probabilmente rubizzi, mani grosse pronte a menare chiunque, con in mano dei gran fazzoletti intrisi di lacrime, seduti su un paracarro a un crocevia brianzolo. Se fossero qua ora alla nostalgia dovrebbero aggiungere il disorientamento dovuto ai mille giri cui ti costringono le infinite rotonde che qualche abile piazzista  di articoli del genere ha venduto a tutti i sindaci di questa regione.

I tipici crostini toscani

Vabbè, occupiamoci di insalate. Mentre ancora lo struggimento per le  colline della Versilia e della Lucchesia  è sopportabile , mi  sono dedicata a un’insalata  “alla”toscana, ricetta che ho trovato non so dove e non so quando. Non so bene cos’abbia di toscano, ma tant’è. Si chiama così. Voto dopo averla assaggiata: sette. Senza infamia e senza lode, si può fare di tanto in tanto perché è un perfetto piatto unico (proteine, fibre, minerali, pochi grassi, eccetera eccetera.).Per toscanizzarla di più si potrebbe servirla  insieme ai tipici crostini con l’impasto di fegato.

 

Insalata alla toscana

 

5 manciate di insalata valerianella

ceci lessati 150 g.

2 cipollotti freschi tagliati a rondelle

pancetta  dolce a cubetti  75 g

olio extravergine di oliva

aceto rosso invecchiato

sale e pepe

 

Lavate e mondate l’insalata. Fate saltare in padella la pancetta  per qualche minuto , eliminate il grasso rilasciato (si può anche passare nel microonde a potenza massima per 30 secondi in un pezzo di carta da cucina che si impregna del grasso in eccesso).

Mettete tutti gli ingredienti in un’ insalatiera e condite , mescolando vigorosamente. Servite subito.

 

A domani!

 

 

 

Insalata alla toscana

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