LA WALDORF SALAD PASSA ANCHE VICINO AL COLOSSEO

waldorf salad in ciotola
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Va’ dove ti porta l’insalata è la mia linea guida in questo periodo. E l’insalata, o meglio l’interesse per le insalate , oggi mi ha portato  lontano, addirittura al di là dell’Atlantico.

Andiamo con ordine. E’ stata una giornata come tante. Ci sono giorni che non hanno forma né colore. Oggi è stato uno di quelli. Non passerà alla storia, quanto meno alla mia storia. Tanto lavoro,ma niente di particolarmente eccitante (a parte la telefonata di cui vi dirò dopo),  la mamma stazionaria, il solito clima elettrico in casa. Ho fatto qualche bella chiacchierata con mio marito, quello sì. Sono già due settimane che siamo lontani, sta cominciando a diventare un po’ tanto. Per fortuna esiste il telefono.

A proposito di telefono oggi mi ha chiamato il responsabile (come si dice, il papà? ) di un bel sito internet dedicato alla cultura  internazionale del vino . Abbiamo chiacchierato un po’ di questo progetto in insalata, e, chissà, forse potremmo fare qualcosa assieme. Siamo finiti a  parlare del posto in cui lui ha  i suoi uffici: Cassino. Ci sono stata tanti anni fa. Inevitabilmente il discorso è girato sulla guerra, la linea Gustav, i tre grandi cimiteri…mi ha fatto venire voglia di approfondire la conoscenza sommaria che ho di quei terribili giorni. Sarà uno dei miei impegni quest’anno.

Oscar Tschirky, l’inventore dell’insalata Waldorf

Nel tardo pomeriggio con Larysa (come farei senza di lei, senza la  sua grande manualità?) ho concordato di preparare per cena  l’insalata Waldorf. O meglio, un’insalata Waldorf, perché poi ho capito che sotto il cappello Waldorf  Salad vanno infinite ricette, in pratica ognuno prepara questo piatto a modo proprio , sulla base di note comuni. Come dire: il ragù alla bolognese è fatto sempre  con carne e passata di pomodoro ma poi in ogni casa si cambiano le dosi, si aggiungono i si tolgono ingredienti, eccetera.  Sapevo che  l’insalata Waldorf deve il suo nome al  famoso albergo newyorchese  che fece sospirare il signor Hilton fino a che non riuscì a comprarselo. Sono andata a spigolare in internet per saperne un po’ di più. E, sentite, cosa ho trovato. Pare che a inventare questa ricetta sia stato tale signor Oscar Tschirky, maître d’hôtel dell’Hotel   Waldorf , che solo successivamente aggiunse il nome Astoria. Siamo nel periodo tra il 1893 e il 1896. La ricetta fu allora pubblicata in un libretto di ricette intitolato The Cook Book by ‘Oscar of the Waldorf’. La prima versione della ricetta utilizzava solo sedano e mele a pezzettini , conditi con maionese, il tutto servito su  foglie di lattuga.

 

Ben presto furono aggiunte le noci  che ancor oggi si trovano nella ricetta. Poi, man mano iniziarono le varianti. Oggi l’insalata  Waldorf  negli Stati Uniti è preparata anche con pezzetti di pollo lesso, acini d’uva, frutta secca e così via.  Gli estimatori di questa ricetta non si contano. La si ritrova in tanti libri e tantissimi film, tanto per citarne uno  The Muse con Albert Brooks e Sharon Stone, che ho visto anni fa. In una scena  lei lo sveglia  all’alba chiedendogli di portarle una insalata Waldorf nella sua camera al Four Seasons.

Forse la cosa più curiosa che ho scoperto a proposito di questa insalata è la sua citazione in una canzone. Cole Porter, il grande jazzista americano (adoro la sua It Yo ‘ve Gou Under My Skin !)  , la infilò insieme ad altre 36  “ persone o cose”  nella canzone You’re the top  che scrisse nel 1934  per il musical Anything goes. È una canzone godibilissima e divertente, che elenca tutti quelli che erano  must della metà degli anni Trenta. Tra loro: il Colosseo, il  Mahatma Gandhi, la torre di Pisa, il Botticelli, il brandy Napoleon, l’inferno dantesco…Ecco il testo, divertitevi!

 

Cole Porter

At words poetic, I’m so pathetic
That I always have found it best,
Instead of getting ‘em off my chest,
To let ‘em rest unexpressed,
I hate parading my serenading
As I’ll probably miss a bar,
But if this ditty is not so pretty
At least it’ll tell you
How great you are.

You’re the top!
You’re the Coliseum.
You’re the top!
You’re the Louvre  Museum.
You’re a melody from a symphony by Strauss
You’re a Bendel bonnet,
A Shakespeare’s sonnet,
You’re Mickey Mouse.
You’re the Nile,
You’re the Tower of Pisa,
You’re the smile on the Mona Lisa
I’m a worthless check, a total wreck, a flop,
But if, baby, I’m the bottom you’re the top!

Your words poetic are not pathetic.
On the other hand, babe, you shine,
And I can feel after every line
A thrill divine
Down my spine.
Now gifted humans like Vincent Youmans
Might think that your song is bad,
But I got a notion
I’ll second the motion
And this is what I’m going to add;

You’re the top!
You’re Mahatma Gandhi.
You’re the top!
You’re Napoleon Brandy.
You’re the purple light
Of a summer night in Spain,
You’re the National Gallery
You’re Garbo’s salary,
You’re cellophane.
You’re sublime,
You’re turkey dinner,
You’re the time, the time of a Derby winner
I’m a toy balloon that’s fated soon to pop
But if, baby, I’m the bottom,
You’re the top!

You’re the top!
You’re an arrow collar
You’re the top!
You’re a Coolidge dollar,
You’re the nimble tread
Of the feet of Fred Astaire,
You’re an O’Neill drama,

You’re Whistler’s mama!

You’re camembert.

You’re a rose,
You’re Inferno’s Dante,

You’re the nose
On the great Durante.
I’m just in a way,
As the French would say, “de trop”.
But if, baby, I’m the bottom,
You’re the top!

You’re the top!
You’re a dance in Bali.
You’re the top!
You’re a hot tamale.
You’re an angel, you,
Simply too, too, too diveen,
You’re a Boticcelli,
You’re Keats,
You’re Shelly!

You’re Ovaltine!
You’re a boom,
You’re the dam at Boulder,
You’re the moon,
Over Mae West’s shoulder,
I’m the nominee of the G.O.P.

Or GOP!

But if, baby, I’m the bottom,
You’re the top!

You’re the top!
You’re a Waldorf salad.
You’re the top!
You’re a Berlin ballad.
You’re the boats that glide
On the sleepy Zuider Zee,
You’re an old Dutch master,

You’re Lady Astor,
You’re broccoli!
You’re romance,
You’re the steppes of Russia,
You’re the pants, on a Roxy usher,
I’m a broken doll, a fol-de-rol, a blop,

But if, baby, I’m the bottom,
You’re the top!

Ed ecco la mia 

INSALATA WALDORF

Ingredienti per 2 persone

sedano rapa 200 g

mela 200 g (vi consiglio una mela rossa)

succo di limone 2 cucchiai

gherigli di 8 noci

maionese 120 g

yogurt naturale  2 cucchiai

sale e pepe

 

Sbucciate il sedano rapa, tagliatelo a julienne ,sbollentatelo  per 3 minuti in acqua   poi asciugatelo con un canovaccio. Tagliate le mele a julienne e spruzzatele con un po’ di limone perché non anneriscano. Tritate le noci a pezzettini (tenete un gheriglio per decorare).In una ciotolina miscelate la maionese, lo yogurt , il succo di limone, il pepe e un pizzico di sale.

Riunite tutti gli ingredienti in un’insalatiera e mescolate bene.
Il risultato è molto piacevole e delicato. Io e Larysa l’abbiamo accompagnato al mio maiale alle mele (che è piaciuto anche alla mamma).
A domani!

 

 

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