Milano può ancora sorprendermi

Il benvenuto della stazione di Carimate

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Oggi sono andata a Milano per lavoro. Era un sacco di tempo che non lo facevo. A Milano, negli ultimi anni ci sono andata quasi sempre solo per accompagnare la mamma in ospedale. Un’ intervista, una conferenza stampa…mi è sembrato di tornare ai vecchi tempi. Mi è piaciuto, lo ammetto, anche se non tornerei a farlo tutti i giorni. Ci sono andata in treno, così , durante il viaggio ho potuto rileggere qualche pagina annotata di Vango, il romanzo oggetto della mia intervista col suo autore, Timothée de Fombelle. Partenza dalla stazione di Carimate, lurida e piena di spazzatura come una discarica. La biglietteria non esiste più da anni e la macchina che dovrebbe emettere i biglietti è rotta da altrettanto tempo. I biglietti si comprano alla trattoria vicina alla stazione, se è chiusa , ciccia. Ovviamente anche le obliteratrici (in corsivo perché trovo sia una parola orrenda) sono rotte.

Siamo arrivati a Milano su un binario periferico  della stazione di Porta Garibaldi, fatto sta che non so come mi sono trovata  a camminare  verso il Cimitero Monumentale. Ho un po’ la testa via in questo periodo.

Ho preso un taxi e sono andata in via Benedetto Marcello, alla Brasserie Mediterranea ,dove ho incontrato de Fombelle e tutta la squadra della San Paolo. Sono arrivata in notevole anticipo rispetto agli altri, per cui mi sono studiata il menu e ho potuto continuare a rileggere il libro.

De Fombelle è simpatico e intellettualmente affascinante. Anche furbo, ma in maniera onesta. È stata una piacevolissima chiacchierata,  credo di aver raccolto tutti gli elementi che mi servono per i pezzi che andrò a scrivere.

Buffet di antipasti al ristorante

Lui , come tutti gli altri, ha divorato una cotoletta ala milanese, io che di wienerschnitzel  ne ho fin sopra i capelli , ho optato per un’ insalata di carciofi e scampi (il menu offriva  insalata di porcini e scampi, ma al momento di ordinare il maitre mi ha fatto notare che in questa stagione i  porcini freschi non  si trovano, per cui abbiamo concordato, appunto, su una combinazione di scampi e carciofi).

Altare in un cortile
Timothée de Fombelle

Il tempo è volato  a tavola, in men che non si dica erano le 15. De Fombelle e gli altri sono andati non so dove per un’altra intervista e io ho bighellonato in zona, prima di presentarmi alla Libreria dei Ragazzi per la conferenza stampa. Quella zona di Milano è pirotecnicamente multietnica. Ci sono ristoranti e negozi magrebini, indiani, coreani, cinesi… Sono entrata in un cortile, attirata dall’indicazione di una cesteria artigianale (che non c’è più) e mi sono trovata in un enorme cortile circondato da case di ringhiera con panni appesi fuori ad asciugare, immersa in un odore pungente e corposo di minestrone. Su un muro di una delle costruzioni ho scoperto un  doppio altarino, con una statua di Padre Pio sopra e una Madonna sotto. Affascinante. Un’immagine da pieno Sud, da Sudamerica. A due passi dal centro della città dell’Expo.  Camminando senza meta  sono arrivata in  corso Buenos Ayres , e lì, non so come , mi sono ritrovata in un negozio di delicatessen altoatesine, si chiama Mutsclechner , pare che abbiano tre punti vendita in città. .Ho comprato un bretzel e una fetta di strudel di mele per la mamma, sono cose che le sono sempre piaciute. Stasera ne ha mangiati due pezzettini, è sempre di più un uccellino…

Il negozio di memorabilia del calcio

 

Prima di tornare sui miei passi per andare alla Libreria dei Ragazzi in via Tadino ho curiosato ancora un po’ tra le vetrine di corso Buenos Aires. Altra scoperta. In un interno, in una strana costruzione smerlata in mattoni rossi di dimensioni lillipuziane, c’è un negozio di  memorabilia dal mondo del mondo del calcio. Riproduzioni di vecchie maglie di gioco, fotografie, vecchi pezzi del Subbuteo, Gazzette dello Sport “storiche”…Posto interessante, insolito. Ho chiacchierato un po’ col proprietario e ho fatto qualche acquisto per Leo. Regalini che gli darò in non so che occasione.

Alla conferenza stampa non mi sono fermata a lungo,  perché non mi sentivo tranquilla lontana da casa. Giusto il tempo di  apprezzare una trovata per riempire la sala (rischio che corre sempre chi organizza un evento di questo tipo): hanno invitato un’intera classe di un liceo. Risultato, sala gremita , anche ad uso riprese televisive. Complimenti per l’idea.

Poi altro taxi, treno, e arrivo a casa. La mamma sta allontanandosi sempre di più dalla vita. Ci siamo strette la mano a lungo stasera.Stiamo scoprendo quella fisicità da cui la nostra famiglia si è sempre tenuta lontano, quasi ci facesse paura.  Ho cercato, ancora una volta, di consolarla , alla sua affermazione «vedi come sono ridotta?», mentre Larysa la preparava per la notte.

 

L’insalata di gamberetti e carciofi

Vi regalo la ricetta dell’insalata del giorno, quella che ho mangiato a pranzo al ristorante durante l’intervista (piatto ideale da spiluzzicare mentre si prendono appunti).

 

 

Insalata di gamberetti e carciofi

 

gamberetti  freschi 300 g.

6 carciofi

olio extravergine d’oliva

succo di 1 limone

sale, pepe

 

Tuffate in acqua bollente salata  i gamberetti, e lasciateli cuocere per circa 10 minuti.

Scolateli e sgusciateli.

Lavate o i carciofi, eliminate le foglie dure, la parte con le spine e il fieno.

Con un coltello ben  affilato tagliate  il cuore dei carciofi a julienne e metteteli in acqua acidulata con qualche goccia di limone.

Scolateli e asciugateli.

Mettete sul piatto i gamberetti e i carciofi; condite subito con sale, 4 cucchiai di olio d’oliva, pepe e succo di limone.

Mescolate con delicatezza e servite.

A domani!

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