Oggi si mangia americano

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Mentre pubblicavo il mio post di ieri, al di là dell’Atlantico mio cugino Alessandro  giurava fedeltà all’America, diventando a tutti gli effetti cittadino statunitense:

…I will support and defend the Constitution and laws of the United States of America against all enemies, foreign and domestic; that I will bear true faith and allegiance to the same..
In suo onore oggi ho scelto un’insalata americana, che ha preparato  Larysa (sempre più partner in questo progetto, se dovessimo metterlo in azioni direi che si è guadagnata il  50%  dell’impresa!). Quando ho raccontato alla mamma del piatto che volevo  preparare – tanto per cercare di stimolarla un po’  e risvegliarla dal torpore che l’ha avvolta quasi tutto il giorno- mi ha ricordato che si chiama Coleslaw .Già, me l’ero dimenticato, la Coleslaw è una delle insalate più diffuse in America.  Incredibile la mamma, sembra che sia su un altro pianeta e invece mi segue. Ricorderò  sempre questi giorni con lei.
 La base della Coleslaw  è sempre il cavolo, che ognuno poi elabora in maniera differente. La nostra versione arriva da Il nuovissimo cucchiaio d’argento, un’altra delle bibbie gastronomiche da anni sullo scaffale dei libri di cucina in casa.
Insalata di verza
(dosi per 6 perone, da noi dimezzate)
1 verza da 1 kg
sedano bianco
1 cipolla bianca
Piccola decorazione
1 peperone verde
zucchero
senape inglese forte
limone
200 g panna
aceto,sale,pepe
Lavate e preparate la verza, che deve essere tenera,tagliatela a striscioline,eliminando torsolo e coste. Mettetela in una grande insalatiera,unitevi il peperone, la cipolla e due coste di sedano bianco,tutto finemente tritato. In una terrina preparate la salsa: mescolate un cucchiaio di zucchero, un cucchiaino di senape forte,due cucchiaiate di succo di limone, un cucchiaio di aceto bianco forte, sale , pepe e la panna. Il miscuglio dal sapore agrodolce deve riuscire ben amalgamato. Versatelo sull’insalata e mescolate.
A me è piaciuta,  Larysa trova  un po’troppo forte la nota data dalla senape e suggerisce di riprovare a farla riducendone la dose. Occhei, riproveremo.
Ora vi lascio perché da ore sto combattendo con un noioso mal di testa, tenere gli occhi sullo schermo del computer non è sicuramente la cura migliore.
A domani.

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