Dalle insalate di Babilonia alla cena della Vigilia a Napoli

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La regina Maria di Scozia
Si fa in fretta a dire insalata. Oggi mi è venuta voglia di fare qualche ricerca  storica  su questo piatto.  Fedele ai tempi in cui viviamo, ho googlato le parole storia e insalata.  Risultato: poco o nulla, persino l’usatissima e abusatissima Wikipedia non dedica una riga al tema (c’è solo  ampio spazio per la  storia dell’insalata russa, ma non è quello che mi interessa ora).  L’unica notizia di “insalate nella storia” che ho reperito è riferita a un  volume scritto nel 1569 da un naturalista di nome  Costanzo Felici :  De l’insalata e piante che in qualunque modo vengono per cibo de l’homo. Ma non ho capito  se e  dove si possa trovare una copia di questo manoscritto. Continuerò le mie ricerche… Più fortunata sono stata digitando su Google i termini salad e history. La versione  inglese di Wikipedia, infatti, dice che certi storici della cucina attribuiscono agli antichi Romani l’abitudine di mangiare insalate condite in vario modo. Addirittura pare che  già i Babilonesi portassero in tavola insalate aromatizzate con olio e aceto. Duemila anni fa si condiva l’insalata come oggi, incredibile!  Ritornando ai Romani, pare che la deliziosa salsa Worcestershire  (che io adoro), popolarissima in Inghilterra,  sia stata creata nientepopodimeno che  sulla base di una ricetta di quell’epoca.Vedrò di approfondire anche questo argomento.   Il primo libro in lingua inglese  dedicato all’insalata è stato  scritto nel 1699 da John Evelyn , scrittore e giardiniere: Acetaria: A Discourse on Sallets . Il suo obiettivo era quello di spingere i  suoi connazionali a consumare maggiori quantità di questo salubre alimento. Probabilmente non gli risultò difficile, visto che già una regina, Maria di Scozia , era grande appassionata  di un piatto a base di sedano rapa lessato con tartufi, uova sode e cerfoglio, aromatizzato con salsa alla senape. Mi piacerebbe provarlo (non fosse per il costo dei tartufi). Rimanendo in tema di teste coronate,  pensate che certi monarchi nell’Ottocento  amarono così tanto l’insalata da spingere i loro cuochi ad elaborare ricette complicatissime, che arrivarono a combinare fino a 35 ingredienti diversi, inclusi petali di rosa, nasturzi e violette.
Insomma, anche l’insalata ha la sua bella storia. In futuro cercherò di scovare qualche altra  curiosità in più a questo proposito, anche se ancora non so bene come e dove.
Per ora vi propongo la mia insalata del giorno, rielaborata sulla base di una ricetta tradizionale napoletana. Ho scelto,infatti, una versione alleggerita dell’insalata di “rinforzo” , anche detta Burdiglione, che nel capoluogo partenopeo  si  prepara la vigilia di Natale per la cena di magro.  Ogni famiglia a quanto pare  la prepara a modo proprio, con  gli ingredienti che più le aggradano (o che si ritrova in casa), sulla base di alcune note comuni. Ecco la ricetta:
Cimette di cavolfiore al dente
Insalata di rinforzo leggera
un cavolfiore
4 acciughe sott’olio
olive nere  denocciolate 50 g
olive verdi denocciolate 50 g
olio extravergine d’oliva
aceto
sale, pepe
uno spicchio d’aglio spellato
Dividete il cavolfiore a cimette e bollitele. Fatele raffreddare e poi mettetele in un’insalatiera, insieme alle olive triturate e ai filetti d’acciuga. Condite con tre cucchiai d’olio in cui avrete schiacciato lo spicchio d’aglio, un  cucchiaio e mezzo d’aceto (preferibilmente bianco), sale e pepe. Mescolate con cura. Volendo potete aggiungere una manciata di capperi sottaceto.

Il cavolfiore per questa ricetta è stato lessato da Larysa  che ha saputo tenerlo bene al dente. Cucinare con un aiuto così è un piacere.  A proposito, l’aggettivo usato da Larysa per quest’insalata è “saporita”.La ricetta che preparerò domani è stata scelta da lei. Già me la pregusto, semplice ma originale.
A domani.

La mia insalata di rinforzo

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