Cinque minuti per l’unità d’Italia

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Nel post di ieri ho citato Larysa. Se qualcuno mi legge si chiederà chi è. Larysa è la gentilissima badante ucraina che sta assistendo la mamma in questo triste e difficile ultimo periodo della sua vita. Siamo qui insieme, nella casa della mamma, condividendo i problemi di questo declino, di questo periodo senza più prospettive. Larysa è un aiuto pratico, ma anche psicologico, soprattutto per me che, altrimenti, non riuscirei a trovare la forza di  circondare la mamma di allegria. Voglio vederla ancora ridere. Ogni tanto ci riesco.

Larysa la lava, la veste, la aiuta  a fare i pochi passi che ancora riesce a fare con un deambulatore (che parola orribile!). Io  le leggo qualcosa da giornali e libri, commento con lei  la tivù, mi occupo dei rapporti con i  medici,faccio la spesa, seguo la gestione della casa…In cucina mi ritrovo con Larysa, dove preparo le cose che la mamma amava mangiare (ma ora mangia come un uccellino). Larysa guarda cosa faccio, mi dà suggerimenti “gastronomici”, e si confronta con me sui problemi –ogni giorno ne abbiamo di nuovi-  che insorgono con la mamma. È simpatica, intelligente. Vigliacca la vita che non le ha dato altre possibilità che venire in Italia a fare la badante, fosse nata qui, ne sono certa, avrebbe avuto una sua piccola impresa, un’azienda, che so io. Se vinco al Superenalotto le regalo una villa. Forse dovrei cominciare a giocare davvero.

Torniamo alle nostre insalate , la ragione per cui siamo qui. Oggi è stata una giornata un po’ complicata. Larysa ha avuto il suo giorno libero ed è andata a Milano, Simona è venuta  sostituirla ( di questa infermiera romena vi parlerò un’altra volta,come pure di Giovanna). Io sono uscita a pranzo, tre ore di relax e chiacchiere con i miei più cari amici, Cesare e Sisa. Abbiamo parlato di amori dei nostri figli, di cani, di trekking in Austria, della mia Toscana, del loro viaggio in Israele, della Svizzera…Il pranzo e le due ore successive sono volate. Larysa è tornata alle sette e mezza e sono andata a prenderla alla stazione in mezzo a un nebbione che non vedevo il cofano della macchina. Arrivate a casa ci siamo messe  subito in cucina per preparare la cena per la mamma che ci guardava dalla sala con uno sguardo più spento che mai . Non ha più voglia di vivere, men che meno di mangiare. Scherzando un po’ sull’alta gastronomia  che le propongo,  siamo riuscite a farle mandar giù un po’ di pastina in brodo e mezza mela cotta.

Finito con la mamma è  finalmente arrivato il momento di preparare l’insalata .Di corsa, alle otto e mezza di sera. Ho deciso di ripiegare su una cosa semplicissima, che richiedesse pochi minuti per la preparazione a una persona stanca e depressa.  Con una mela questa insalata   ha rappresentato la cena  mia e di Larysa (io, lo ammetto, poi ho sgranocchiato anche qualche biscotto, da domani riprendo la mia dieta post stravizi natalizi).Il nome della ricetta è nato spontaneo quando Larysa, ucraina (!) osservando il risultato  ha detto: “è come la bandiera italiana!” . Benissimo,allora dato che siamo in periodo di celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia ecco la mia…

 

Insalata unità d’Italia

 

100 gr. insalata valerianella

1 pomodoro medio

1 formaggio caprino fresco

qualche filo d’erba cipollina

2 cucchiai di olio extravergine d’oliva

sale e pepe nero

 

 

Lavare e mondare l’insalata , lavare il pomodoro, tagliarlo in due e privarlo dei semi e dell’acqua. Mettere l’insalata e il pomodoro tagliato a pezzetti nell’insalatiera. Aggiungere il caprino  a tocchetti e l’erba cipollina tagliata a filini. Salare, pepare, aggiungere l’olio e mescolare bene, fino a che  il formaggio comincia ad amalgamarsi con il resto.

 

A domani.

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